Novantanove carcasse di animali protetti conservate in un congelatore e diversi uccelli vivi detenuti illegalmente. È quanto hanno scoperto i carabinieri forestali in un’abitazione di Caprino Bergamasco, dove un uomo di 80 anni è stato denunciato per violazioni legate alla tutela della fauna selvatica.
L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Carabinieri Cites di Bergamo con il supporto del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (Nipaaf), nell’ambito di controlli mirati al contrasto dei reati venatori e della detenzione illecita di specie protette.
Durante la perquisizione dell’abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto all’interno di un congelatore ben 99 carcasse appartenenti a fauna omeoterma, tra specie cacciabili e specie particolarmente tutelate dalla normativa nazionale e internazionale.
Tra gli animali sequestrati figurano cinciallegre, martin pescatori, fringuelli e altri piccoli uccelli, oltre alle carcasse di un ghiro e di una faina.
Le verifiche hanno inoltre portato alla scoperta di dieci esemplari vivi di avifauna detenuti sul terrazzo dell’abitazione senza le necessarie autorizzazioni. Tra questi erano presenti lucherini, pettirossi e anche due esemplari di Leiothrix lutea, conosciuto come “usignolo del Giappone”.
Proprio questi ultimi sono stati sequestrati perché privi della documentazione necessaria a certificarne la provenienza legale.
L’80enne è stato quindi deferito all’Autorità giudiziaria con l’accusa di detenzione illecita di specie protette, in violazione delle norme italiane e internazionali sulla tutela degli animali a rischio di estinzione.
Gli esemplari vivi sequestrati sono stati affidati al Centro recupero animali selvatici del Wwf Valpredina, dove sarebbero stati trovati in buone condizioni di salute. Gli “usignoli del Giappone” sono invece stati temporaneamente affidati a un allevatore autorizzato in attesa dei successivi provvedimenti.
Le indagini proseguono anche per verificare la provenienza degli animali e approfondire la questione relativa agli anelli identificativi trovati su alcuni esemplari.
Nel corso degli accertamenti, riferiscono i carabinieri, non sarebbero emersi elementi riconducibili a maltrattamenti sugli animali detenuti vivi.
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