Arte e poesia come strumenti di sollievo
In occasione della XXV Giornata Nazionale del Sollievo, prevista per domenica 31 maggio, l’associazione Genesis ha promosso un progetto unico presso l’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme. I pazienti dei reparti di riabilitazione sono stati invitati a esprimersi attraverso la pittura, il disegno e la scrittura, affrontando temi legati al dolore e al sollievo. Tra i lavori più significativi, spiccano un disegno raffigurante un groviglio di spine con al centro una rosa, simbolo di rinascita, e una delicata poesia che racconta la trasformazione del dolore in sollievo.
Il messaggio della Giornata Nazionale del Sollievo
Istituita nel 2001 e promossa dal Ministero della Salute, dalla Conferenza delle Regioni e dalla Fondazione Gigi Ghirotti, la ricorrenza si concentra sul tema “Io mi prendo cura”. Il presidente di Genesis, dottor Giampietro Salvi, neurologo presso l’Istituto Clinico Quarenghi, spiega:
“Il messaggio è che il diritto al sollievo del dolore è un nostro dovere ed è sempre possibile prendersi cura delle persone per alleviare la sofferenza non solo quella fisica, ma anche quella di tipo psicologico e morale. È fondamentale la collaborazione tra la Medicina di base, l’ospedale, le cure palliative e il volontariato, perché anche quando non si può curare, è sempre possibile dare sollievo preservando ad ogni persona dignità e unicità”.
Terapie tradizionali e complementari
Secondo il dottor Salvi:
“Il sollievo può essere raggiunto grazie a farmaci e a terapie chirurgiche, sempre più efficaci, al sostegno psicologico mettendo al centro la persona con i suoi bisogni e desideri, assicurando sostegno anche ai familiari e ai caregiver con gentilezza e compassione. Importante, per una miglior qualità di vita, è un approccio multidisciplinare anche attraverso terapie complementari, come la musicoterapia, la cantoterapia, la teatroterapia, la museoterapia, la danzaterapia, l’arteterapia, la terapia del sorriso, la pet-therapy, la scrittura espressiva, lo yoga, la mindfulness e tante altre”.
Queste attività, definite “farmaci emozionali”, agiscono sulla mente e sullo spirito migliorando autostima, fiducia, socializzazione e capacità di gestire emozioni intense, riducendo ansia e tristezza e favorendo l’accettazione della malattia.
Benefici psicologici ed emotivi
Durante questi trattamenti:
“Si creano momenti di spensieratezza che aiutano a sentir meno la mancanza di casa, degli amici e della normalità e fanno sentire meno soli nella lotta al dolore. Inoltre, numerosi studi scientifici provano la straordinaria valenza terapeutica di questi trattamenti, in grado di potenziare l’efficacia delle terapie mediche e psicologiche tradizionali”.
Elaborati dei pazienti
Tra i lavori presentati, il primo è un disegno di una signora che rappresenta il dolore come un groviglio di spine nere che stringe corpo e anima, con al centro una rosa simbolo della rinascita. Il secondo è una poesia:
Un corpo che non riconosco
un dolore che nessuno chiede
arriva senza avviso,
dalla pelle fino al cuore.Mani gentili, ma ferme e rassicuranti,
sguardi presenti, comprensivi;
in abito bianco, con voce in ascolto,
che accoglie quel male di parole perdute.Il letto, il corpo, la mente
non sono più nemici.
Il respiro torna in me,
il sorriso si apre da sé.
Sul mio volto, finalmente regna:
il Sollievo.
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