Tasso Neet totale: Bergamo al vertice regionale
Tra il 2021 e il 2025, la provincia di Bergamo ha registrato una contrazione strutturale dei Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni non inseriti in percorsi di studio, lavoro o formazione professionale – passando dal 16,3% post-pandemia all’attuale 7,2%. Questo risultato consente a Bergamo di mantenere un vantaggio rispetto alla media lombarda (8,5%) e nazionale (13,3%), posizionandosi come prima provincia regionale per il tasso totale di Neet.
Dinamiche nazionali e regionali del fenomeno Neet
Il calo dei Neet è un fenomeno diffuso a tutti i livelli geografici: dalla provincia di Bergamo alla Lombardia, fino al contesto nazionale. La riduzione costante ha garantito al territorio orobico un vantaggio competitivo di circa 6 punti percentuali sulla media italiana per tutto il quinquennio analizzato.
Chi sono i Neet
L’acronimo Neet deriva dall’inglese “Not in Education, Employment or Training” e indica i giovani non coinvolti in studio, lavoro o formazione. Non tutti i Neet sono disoccupati: includono chi cerca lavoro e chi ha cessato ogni ricerca, rimanendo escluso dai percorsi educativi e professionali. Un tasso elevato segnala criticità economiche e sociali, mentre la diminuzione indica maggiore capacità del territorio di integrare i giovani nel mercato del lavoro.
Analisi disaggregata: tasso maschile
La componente maschile ha registrato una significativa riduzione, arrivando al 4,6% nella media del 2025. Bergamo si colloca così al secondo posto in Lombardia, dopo Brescia, distaccando nettamente la media regionale (6,5%) e quella nazionale (11,8%). Il dato evidenzia una sostanziale integrazione dei giovani uomini nelle dinamiche economiche e educative locali.
Analisi disaggregata: tasso femminile
Il tasso femminile è passato dal 20,8% del 2021 al 10,0% nel 2025, più basso della media regionale (10,6%) e decisamente inferiore a quella nazionale (14,9%). La provincia si colloca al terzo posto in Lombardia per inclusione femminile, dopo Milano, Como e Sondrio. Nonostante il miglioramento, le giovani donne Neet rimangono più della metà rispetto ai coetanei maschi, una dinamica comune anche a Brescia e Mantova.
Fattori strutturali e demografici
Il calo dei Neet a Bergamo è influenzato da dinamiche demografiche strutturali: la diminuzione della popolazione giovanile genera carenza di manodopera, spingendo le imprese ad abbassare le soglie di accesso e favorendo l’inclusione di profili precedentemente esclusi. Le politiche attive hanno reso le nuove assunzioni più sostenibili, mentre la crescita dei servizi digitali e il dinamismo dei settori turismo e ristorazione hanno integrato una quota significativa di giovani scoraggiati.
Commento del presidente Giovanni Zambonelli
Il presidente della Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Bergamo, Giovanni Zambonelli, sottolinea che il calo delle nascite, prolungato da un decennio, ha forti impatti su economia, famiglie e imprese. La carenza di manodopera induce le aziende ad abbassare i requisiti d’ingresso, mentre le famiglie investono più a lungo nell’istruzione. Il tasso femminile di Bergamo è inferiore a quello regionale per il secondo anno consecutivo, ma la percentuale delle giovani donne Neet sul totale resta superiore alla media lombarda, riflettendo la tradizionale minore partecipazione femminile al mercato del lavoro.
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