Non ce l’ha fatta il 57enne residente a Vaprio d’Adda che nel pomeriggio di domenica 31 maggio era scomparso nelle acque dell’Adda, all’altezza della diga Sant’Anna di Canonica. L’uomo, di origine peruviana, è morto nella tarda mattinata di lunedì 1° giugno all’ospedale di Treviglio, dove era stato ricoverato in condizioni disperate dopo il recupero dal fondale del fiume.
La tragedia si è consumata in una zona particolarmente frequentata durante la stagione estiva, tra le sponde di Fara Gera d’Adda e Vaprio d’Adda, dove numerose persone stavano trascorrendo il pomeriggio all’aperto.
Il tuffo per rinfrescarsi
Secondo quanto ricostruito, il 57enne si trovava insieme alla moglie e ad alcuni amici sulla sponda di Vaprio. Nonostante il divieto di balneazione presente nell’area, l’uomo avrebbe deciso di entrare in acqua per trovare refrigerio dal caldo.
Pochi istanti dopo essersi immerso, però, qualcosa è andato storto. L’uomo ha iniziato a manifestare difficoltà nel rimanere a galla e ha chiesto aiuto alle persone presenti lungo il fiume.
Le sue grida hanno attirato immediatamente l’attenzione dei bagnanti, che hanno assistito impotenti alla drammatica scena.
L’ultimo gesto prima di scomparire
A raccontare quei momenti è stata la moglie, presente durante l’incidente.
«A un certo punto è andato sott’acqua e non l’abbiamo più visto. È riuscito solo a far emergere una mano per chiedere ancora aiuto, poi è sparito», ha spiegato.
Due giovani presenti sulla sponda opposta si sono tuffati nel tentativo di raggiungerlo, ma quando sono arrivati nella zona indicata non sono più riusciti a individuarlo.
Nel giro di pochi secondi il 57enne è scomparso completamente alla vista.
Imponente intervento dei soccorsi
L’allarme al 112 ha attivato immediatamente una complessa operazione di soccorso.
Sul posto sono intervenuti i mezzi del 118, i carabinieri, i nuclei Saf dei Vigili del Fuoco di Bergamo e Milano, oltre ai sommozzatori volontari di Treviglio che si trovavano già impegnati nelle vicinanze per attività di monitoraggio.
Le testimonianze raccolte dai presenti hanno consentito di restringere rapidamente l’area delle ricerche.
I subacquei hanno individuato il corpo già alla prima immersione, adagiato sul fondale all’interno di una buca profonda circa cinque metri e distante una ventina di metri dal punto in cui si era immerso.
Il ricovero e il decesso
Una volta riportato a riva, il 57enne è stato immediatamente affidato ai sanitari.
Le manovre di rianimazione sono proseguite a lungo e, nonostante il lungo tempo trascorso sott’acqua, i soccorritori sono riusciti a ripristinare l’attività cardiaca.
Trasportato in condizioni gravissime all’ospedale di Treviglio, l’uomo è rimasto ricoverato tra la vita e la morte per tutta la notte.
Nella mattinata di lunedì è arrivata la notizia del decesso.
Le possibili cause dell’incidente
Resta da chiarire con esattezza che cosa abbia provocato la tragedia.
Secondo la moglie, il 57enne potrebbe essere stato colpito da un improvviso crampo a una gamba che gli avrebbe impedito di nuotare e mantenersi a galla.
Gli operatori intervenuti sul posto, invece, ritengono plausibile anche l’ipotesi di uno shock termico, provocato dal brusco passaggio dall’elevata temperatura esterna all’acqua fredda del fiume.
L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla balneazione nei tratti dell’Adda dove vigono specifici divieti e dove correnti, profondità e temperature possono rappresentare un pericolo anche per chi è abituato a nuotare.
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