Bergamo continua a consolidare il proprio ruolo tra le destinazioni turistiche più dinamiche d’Italia. A certificarlo è il nuovo rapporto nazionale del progetto AirMap, coordinato dal Politecnico di Torino, che evidenzia come il capoluogo orobico stia registrando una crescita degli affitti brevi superiore a quella delle principali città turistiche del Paese.
Se in termini assoluti il numero di alloggi disponibili su Airbnb resta distante da quello di metropoli come Roma, Milano o Firenze, il dato che colpisce riguarda il ritmo di crescita. Tra il 2017 e il 2024 gli annunci attivi sulla piattaforma sono aumentati del 74%, una percentuale nettamente superiore rispetto a Milano (+34%), Venezia (+12%), Firenze (+10%) e Roma (+7%).
Bergamo tra le città emergenti del turismo italiano
Secondo gli studiosi del Politecnico di Torino, Bergamo rientra oggi nel gruppo dei cosiddetti “mercati emergenti”, insieme a città come Bari, Genova e Catania. Si tratta di realtà che negli ultimi anni hanno vissuto una forte espansione dell’offerta turistica legata agli affitti brevi, partendo da dimensioni più contenute rispetto alle grandi città d’arte.
Come sottolinea Francesco Chiodelli, professore associato di Geografia economico-politica dell’Università di Torino e coordinatore della ricerca, i dati mostrano una città ancora inserita in una fase di crescita sostenuta, senza evidenti segnali di saturazione.
L’espansione dell’offerta è stata accompagnata da una crescita costante della domanda turistica, elemento che distingue Bergamo dai mercati più maturi dove l’incremento degli alloggi disponibili tende a rallentare.
Notti prenotate quasi triplicate in sette anni
L’evoluzione del fenomeno emerge con chiarezza anche dai numeri relativi alle prenotazioni. Tra il 2017 e il 2024 le notti prenotate attraverso Airbnb sono passate da circa 89 mila a oltre 252 mila, registrando una crescita vicina al triplo.
Parallelamente è aumentato anche il tasso di occupazione degli alloggi, salito dal 33% al 54%, segnale di un utilizzo sempre più intenso delle strutture presenti sul territorio.
Questi dati confermano come l’interesse verso Bergamo sia cresciuto in maniera significativa, favorito sia dall’attrattività turistica della città sia dalla posizione strategica legata all’aeroporto internazionale di Orio al Serio.
Gli affitti brevi conquistano nuovi quartieri
Se nell’immaginario collettivo Airbnb viene spesso associato a Città Alta, la distribuzione degli alloggi mostra una realtà più articolata.
Nel 2024 il quartiere con il maggior numero di annunci è stato Centro-Sant’Alessandro, che concentra il 22,7% dell’intera offerta cittadina con 428 alloggi attivi. Seguono Città Alta con 206 annunci, Borgo Palazzo con 188, Centro-Pignolo con 177 e Centro-Papa Giovanni XXIII con 135.
Tuttavia il dato più interessante riguarda l’espansione nelle aree meno centrali. Tra il 2017 e il 2024 gli aumenti più consistenti sono stati registrati in quartieri come:
- Redona (+450%)
- Grumello (+400%)
- Malpensata (+200%)
- Monterosso (+200%)
La crescita degli affitti brevi non è più limitata al centro storico ma coinvolge progressivamente anche zone residenziali della città, modificando la geografia dell’ospitalità turistica bergamasca.
Aumentano gli operatori professionali
Parallelamente si sta consolidando anche il processo di professionalizzazione del settore. Come riporta Bergamonews, i cosiddetti large host, ovvero gli operatori che gestiscono più di undici alloggi, sono passati da 11 nel 2017 a 50 nel 2024. Pur rappresentando appena il 5% degli host presenti in città, controllano circa un quinto degli annunci pubblicati sulla piattaforma.
Questo dato evidenzia come il mercato stia attirando sempre più investitori e gestori professionali, accanto ai tradizionali proprietari che affittano una o poche unità immobiliari.
Il tema degli effetti sul mercato abitativo
L’aumento degli affitti brevi continua però ad alimentare il dibattito sugli effetti che il fenomeno può avere sul mercato residenziale.
In molte città italiane l’espansione di Airbnb è stata associata a una riduzione degli alloggi disponibili per gli affitti tradizionali e a un incremento dei prezzi delle locazioni. Per questo motivo diverse amministrazioni hanno introdotto misure regolamentari per limitare l’impatto del fenomeno.
Anche Bergamo si è mossa in questa direzione. Lo scorso novembre il Comune ha approvato un nuovo regolamento dedicato agli affitti brevi, con l’obiettivo di garantire standard di qualità, sicurezza e accessibilità per le strutture ricettive extra-alberghiere.
Secondo gli esperti, intervenire in una fase di crescita come quella attuale potrebbe consentire di prevenire eventuali criticità future, evitando gli squilibri osservati in altre realtà turistiche italiane.
Con numeri ancora lontani dalle grandi metropoli ma con tassi di crescita tra i più elevati del Paese, Bergamo si conferma una delle città italiane più dinamiche nel settore degli affitti brevi e del turismo urbano.
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