La tragedia che ha colpito Pedrengo e Luzzana
In seguito alla morte di Ibrahima Ndaw, un ragazzo di 15 anni di origine senegalese, la comunità di Pedrengo e i suoi concittadini hanno espresso profondo cordoglio. La tragedia è avvenuta a Luzzana, dove il giovane è rimasto vittima di un incidente mentre celebrava la fine della scuola. La madre è rimasta profondamente provata dalla perdita del suo terzo figlio, che lascia quattro fratelli e sorelle, di età compresa tra 5 e 20 anni.
I dettagli dell’incidente e il soccorso
Ibrahima si era lanciato mercoledì 27 maggio in una pozza d’acqua del torrente Bragazzo nel Parco del Gigante per festeggiare l’ultimo giorno di scuola. Riemerso una sola volta, è poi precipitato sul fondo senza riemergere per una decina di minuti. I soccorsi sono stati immediati: Vigili del Fuoco, operatori sanitari e forze dell’ordine sono intervenuti prontamente. Il ragazzo è stato recuperato da un residente esperto in immersioni e riportato a riva, dove la moglie dell’uomo, infermiera, ha tentato le manovre di rianimazione. Le sue condizioni erano gravissime, e dopo cinque giorni in Terapia intensiva pediatrica presso l’ospedale Papa Giovanni XXIII, Ibrahima è deceduto lunedì 1° giugno.
Il padre, Moussa Ndaw, ha ricordato che la famiglia ha sperato fino all’ultimo e ha riconosciuto l’impegno dello staff ospedaliero: «In ospedale hanno fatto tutto quello che si poteva fare per salvare mio figlio. Abbiamo sperato fino all’ultimo, ma il destino è questo e non lo decidiamo noi».
Il legame con il Senegal e la vita scolastica
Ibrahima era nato a Calcinate nel febbraio 2011 da genitori senegalesi. Dopo la scuola dell’infanzia a Ciserano, aveva proseguito gli studi a Pedrengo, mantenendo un forte legame con il Senegal, Paese di cui era orgoglioso. La sua ex insegnante Rosa Malcangi ha ricordato come il giovane fosse molto legato alla sua identità: durante l’esame di Stato, aveva scelto di parlare del Senegal, dimostrando consapevolezza e passione per le proprie radici.
La raccolta fondi per il rimpatrio
La comunità senegalese si è subito mobilitata per sostenere la famiglia nel rimpatrio della salma in Senegal, più precisamente nella regione di Sedhiou, dove si celebrerà l’ultimo saluto con il rito musulmano. Una raccolta fondi è stata avviata per coprire le spese, con il supporto dell’associazione della famiglia. Il padre ha sottolineato l’importanza della solidarietà: «Tante persone si stanno facendo avanti per darci una mano per il rientro di mio figlio in Senegal». Il gesto di solidarietà ha coinvolto amici, connazionali e la rete associativa locale.
L’ultimo saluto e la memoria di Ibrahima
Il corpo del giovane si trova attualmente nella camera mortuaria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII in attesa del rimpatrio. Il ricordo di Ibrahima Ndaw viene custodito da familiari, amici e membri della comunità, che continueranno a testimoniare l’affetto verso il ragazzo. La sua morte, seppur tragica, ha unito persone e associazioni in un gesto di solidarietà verso la famiglia.
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