Proseguono gli accertamenti sul caso del vilipendio del feretro di Pamela Genini, la vicenda che nelle scorse settimane ha scosso la comunità della Valle Imagna. Nella mattinata dell’11 giugno i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, con il supporto della Sezione Operativa di Zogno, hanno effettuato una simulazione tecnica all’interno del cimitero di Strozza per ricostruire le modalità con cui il feretro sarebbe stato estratto dal loculo e successivamente ricollocato.
L’attività rientra nell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, impegnata a chiarire ogni aspetto della vicenda e ad accertare eventuali responsabilità .
La simulazione nel cimitero
Le operazioni si sono svolte alla presenza del sindaco di Strozza, Riccardo Cornali, di personale comunale e del titolare dell’agenzia funebre che aveva curato la tumulazione della donna.
Per rendere la prova il più possibile aderente alla realtà , gli investigatori hanno utilizzato una bara con caratteristiche analoghe a quella originale. Il feretro è stato inoltre zavorrato fino a raggiungere un peso corrispondente a quello effettivo.
L’obiettivo era verificare concretamente la fattibilità delle operazioni ipotizzate dagli inquirenti e comprendere quante persone sarebbero state necessarie per compiere le manovre.
Le verifiche effettuate
Durante la simulazione sono stati eseguiti diversi test.
Gli operatori hanno dapprima utilizzato strumenti normalmente impiegati nelle attività cimiteriali, per poi effettuare ulteriori prove facendo affidamento esclusivamente sulla forza fisica.
Dalle verifiche sarebbe emerso che sia l’estrazione sia il reinserimento del feretro nel loculo possono essere compiuti anche da una sola persona, senza la necessità di particolari mezzi meccanici o dell’aiuto di altri soggetti.
Si tratta di un elemento ritenuto rilevante dagli investigatori perché potrebbe contribuire a definire con maggiore precisione la dinamica dei fatti.
Tutto documentato dagli investigatori
L’intera attività è stata accuratamente documentata attraverso riprese video e rilievi fotografici.
Il materiale raccolto entrerà a far parte degli atti dell’indagine e verrà confrontato con gli altri elementi già acquisiti nel corso delle settimane precedenti.
Gli accertamenti tecnici rappresentano infatti soltanto uno dei tasselli del lavoro investigativo in corso.
L’inchiesta prosegue
La Procura di Bergamo continua a lavorare per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e stabilire chi possa aver compiuto l’azione contestata.
Gli esiti della simulazione saranno ora analizzati insieme alle testimonianze, ai rilievi e agli altri elementi raccolti dagli inquirenti, con l’obiettivo di chiarire definitivamente la dinamica dell’episodio e individuare eventuali responsabilità .
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.