Momenti di tensione a Comun Nuovo, dove due fratelli minorenni sarebbero stati vittime di una violenta aggressione avvenuta nella serata di martedì in via Papa Giovanni XXIII. Due uomini, un 34enne e un 25enne, sono finiti al centro di un’indagine per una presunta rapina aggravata ai danni dei ragazzi, rispettivamente di 15 e 17 anni.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due indagati si sarebbero avvicinati ai giovani mentre si trovavano su un monopattino, minacciandoli con una bottiglia di vetro rotta. L’obiettivo sarebbe stato quello di ottenere denaro e sigarette, costringendo i ragazzi a scendere dal mezzo.
La richiesta di denaro per riavere il monopattino
Dopo aver preso possesso del monopattino, i due uomini avrebbero avanzato una richiesta economica per restituirlo ai legittimi proprietari. Un comportamento che ha portato gli investigatori a contestare anche l’ipotesi di tentata estorsione.
I due fratelli, approfittando di un momento favorevole, sarebbero riusciti a recuperare il monopattino e ad allontanarsi, contattando immediatamente il numero di emergenza 112 per chiedere aiuto.
Nel frattempo alcuni residenti della zona avevano già segnalato la presenza di due persone che apparivano in evidente stato di alterazione psicofisica. Le indicazioni fornite ai soccorritori hanno consentito ai carabinieri di individuare rapidamente i sospettati.
L’intervento dei carabinieri e il nuovo episodio
Poco dopo l’arrivo dei militari dell’Arma, i due giovani sono tornati sul luogo dell’accaduto per identificare i presunti responsabili.
Secondo quanto emerso, alla vista dei ragazzi il 34enne avrebbe reagito con particolare aggressività , impugnando un cacciavite e lanciando insulti nei loro confronti. La situazione avrebbe richiesto un intervento immediato delle forze dell’ordine.
Per bloccare l’uomo è stato necessario il supporto di una pattuglia del Nucleo Operativo Radiomobile di Bergamo, intervenuta a sostegno dei carabinieri già presenti sul posto.
Arresto e decisione del giudice
I due uomini sono stati inizialmente arrestati con le accuse di rapina aggravata, tentata estorsione e tentate lesioni aggravate.
Successivamente sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari. Durante l’interrogatorio, il 34enne ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre il 25enne ha respinto le accuse fornendo una propria versione dei fatti.
Il giudice ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per confermare l’arresto in flagranza di reato e ha disposto la liberazione dei due indagati.
Pur tornando in libertà , entrambi dovranno rispettare una misura cautelare: l’obbligo di firma presso le autorità competenti due volte alla settimana, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.
Indagini ancora aperte
L’attività investigativa prosegue per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare le diverse versioni fornite dalle persone coinvolte.
Le accuse formulate nei confronti dei due uomini restano al momento al vaglio dell’autorità giudiziaria e la loro eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle successive fasi del procedimento.
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