Navette per Città Alta? La proposta di Claudio Cremaschi, “il 9 devii per la Fara”

Riorganizzazione del trasporto urbano e accesso a Città Alta: la proposta di riforma delle linee ATB tra mobilità sostenibile, funicolare e nuove connessioni passanti

In un post su Facebook, Claudio Cremaschi, ex docente, sindacalista, preside dell’ITC Bortolo Belotti e presidente dell’Auser, scrittore e da sempre attivo nelle battaglie per la mobilità sostenibile, interviene sul tema dell’accesso a Città Alta. La sua posizione è chiara: “no alle navette”, proponendo invece aggiustamenti di percorso alle linee ATB esistenti.

Il nodo storico dell’accesso tra Fara, turisti e residenti

Cremaschi apre la sua riflessione sulle discussioni relative all’accesso a Città Alta, per raggiungere il Parking Fara, per i residenti, per i turisti e per i bus che li trasportano. Il tema è storico e il parcheggio della Fara, “comunque la si pensi”, non ha risolto il problema, come era facile prevedere.

Il problema è accentuato dal crescente afflusso di turisti da tutto il mondo, che dal parcheggio della Fara non traggono alcun reale beneficio.

La prospettiva legata alla linea T2 e la necessità di ridisegnare il TPL

Secondo Cremaschi, l’entrata in funzione della linea T2 obbligherà a rivedere alcune linee del trasporto pubblico locale lungo il percorso di accesso dalla Valle Brembana. L’occasione, quindi, diventa quella di ridisegnare le linee dei bus cittadini, soprattutto per quanto riguarda l’accesso a Bergamo Alta.

Per un accesso pubblico sostenibile a Città Alta

Cremaschi afferma: “Occorre partire dalla situazione esistente del trasporto pubblico per Città Alta, che si innerva solo sull’asse nord-sud, con la linea 1 e la funicolare (più una monca e inefficiente linea 3)”.

Questa configurazione costringe spesso all’uso dell’auto, anche solo per raggiungere parcheggi a pagamento lungo la linea 1 o per effettuare cambi tra mezzi con frequenza non sempre adeguata, soprattutto nelle ore serali.

Le linee attuali sono “dedicate” esclusivamente al collegamento tra le due parti della città, con problemi di efficienza dovuti alla domanda variabile. Il risultato è la presenza di mezzi spesso vuoti o sovraccarichi.

In molte altre città, invece, i centri storici sono serviti da linee passanti e non dedicate, mentre a Bergamo questo avviene solo nella città bassa.

Una rete passante al posto delle navette

Le proposte non prevedono nuove linee dedicate, che comporterebbero costi elevati, ma una riorganizzazione delle linee esistenti in chiave passante. Gli accessi a Città Alta, infatti, sono concentrati in fasce orarie diverse tra feriali e festivi, rendendo inefficaci i servizi dedicati.

Linea 1 come asse principale

La linea 1, che arriva fino a Colle Aperto imboccando il viale delle Mura da Porta Sant’Agostino, in questa ipotesi di studio resta la traiettoria principale. Cremaschi, al riguardo, segnala la necessità di alcuni aggiustamenti, come il ripristino delle fermate mancanti a Malpensata e Campagnola per il bus verso l’aeroporto.

Linea 9 come collegamento passante verso la Fara

La linea 9, da Ponteranica a Mozzo passando per Porta Nuova, viene proposta come linea passante da riorganizzare. Con mezzi più contenuti, il percorso potrebbe essere modificato da Valtesse a Porta Nuova passando per Porta Garibaldi, Fara, Porta Sant’Agostino e di nuovo Porta Nuova verso Mozzo.

Sarebbero da prevedere aggiustamenti con bus più capienti negli orari scolastici e il coordinamento con la linea 7, che in buona parte ricalca l’itinerario del 9 verso nord.

Questa soluzione permetterebbe l’accesso a Città Alta da una nuova fermata vicino al parcheggio della Fara, utilizzando l’ascensore interno. Cremaschi sottolinea anche che sarebbe auspicabile una scala mobile pubblica.

La linea si intersecherebbe con la linea 1 a Porta Sant’Agostino e con la funicolare.

Linea 3 e la trasformazione in dorsale urbana

La linea 3 attualmente sale a Città Alta con capolinea all’ostello di Monterosso, ma viene descritta come spesso semivuota e con bassa frequenza. Il capolinea all’ostello è giudicato poco funzionale, anche perché la struttura non è più operativa.

La proposta è trasformarla a sua volta in una linea passante: nuovo capolinea in zona Redona, assorbendo la linea del bus elettrico C1, e collegamento con la zona stadio.

Il percorso potrebbe attraversare via Verdi, via Locatelli, la funicolare, la galleria, la piscina e la Guardia di Finanza fino all’ospedale oppure a via dei Caniana.

In questo modo si garantirebbe l’accesso a Città Alta tramite funicolare anche da est e sud-ovest della città, servendo Montelungo, la Guardia di Finanza e le piscine.

In alternativa, la linea potrebbe collegare le sedi universitarie tra Montelungo, Città Alta, via Statuto e via Caniana, oltre agli impianti sportivi di Loreto.

Una rete integrata per cittadini e provincia

Secondo la proposta, questa revisione del sistema consentirebbe ai cittadini di Bergamo e provincia di accedere a Città Alta da più zone della città senza auto e senza cambi di mezzo.

Il nodo Fara e la gestione del traffico

Cremaschi sottolinea infine che è necessario intervenire sul sistema di accesso al parcheggio della Fara, per evitare che le code di auto in alcune fasce orarie blocchino anche il trasporto pubblico.

La proposta mira a superare la logica delle navette e a costruire una rete di linee passanti più efficiente e integrata. Cremaschi richiama idee già avanzate in passato, che oggi risultano ancora più attuali alla luce dei cambiamenti del sistema urbano e dell’arrivo della linea T2.

Redazione

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