Momenti drammatici nel pomeriggio di venerdì lungo il fiume Adda, a Canonica d’Adda, dove un ragazzo di 16 anni è stato recuperato dall’acqua in condizioni disperate dopo essere rimasto sommerso per diversi minuti. Il giovane, residente nella zona della Gera d’Adda e di origini africane, si trova ora ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
L’episodio è avvenuto intorno alle 17.30 nella zona conosciuta come il “Pradel”, una lingua di terra situata ai piedi del ponte che collega Canonica a Vaprio d’Adda, luogo spesso frequentato durante la stagione estiva nonostante il divieto di balneazione.
Il tuffo e la tragedia sfiorata
Secondo le prime ricostruzioni, il 16enne si trovava insieme a quattro amici, tutti minorenni. A causa delle alte temperature, avrebbe deciso di entrare nel fiume calandosi dalla sponda. Tuttavia, il ragazzo, che secondo quanto emerso non sapeva nuotare, avrebbe subito perso il controllo, rimanendo bloccato tra alcuni sassi poco distante dalla riva.
Preso dal panico, non è più riuscito a riemergere. Gli amici, impotenti di fronte alla scena, hanno iniziato a gridare chiedendo aiuto.
Il salvataggio decisivo di un passante
A sentire le richieste disperate è stato un giovane maggiorenne che stava percorrendo la passerella di rocce situata sotto il ponte tra Canonica e Vaprio.
«Ho visto soltanto una sua gamba fuori dall’acqua. Mi sono buttato immediatamente, l’ho afferrato e sono riuscito a trascinarlo fino alla riva», ha raccontato dopo il salvataggio.
Un gesto di grande coraggio che ha consentito di recuperare il ragazzo dopo circa dieci minuti trascorsi sott’acqua. Senza il suo intervento, le conseguenze sarebbero potute essere ancora più gravi.
I soccorsi e il ricovero in ospedale
Sul posto sono arrivati rapidamente i mezzi di soccorso: un’ambulanza, l’elisoccorso e i vigili del fuoco volontari di Treviglio. Il sedicenne è stato sottoposto a lunghe manovre di rianimazione direttamente sulla riva del fiume, prima di essere trasferito in codice rosso al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
Le sue condizioni restano molto gravi e i medici mantengono la prognosi riservata.
Gli amici, profondamente scossi dall’accaduto, sono rimasti a lungo sul posto in attesa dell’arrivo dei familiari.
Il richiamo al rispetto dei divieti
L’incidente riaccende il tema della sicurezza lungo il fiume Adda. Solo pochi giorni fa il sindaco di Canonica, Paolo Arcari, aveva rinnovato l’ordinanza che vieta la balneazione nei corsi d’acqua del territorio, compresi Adda, Brembo e la roggia Vailata.
«Questo episodio dimostra quanto il fiume possa essere pericoloso e perché questi divieti siano necessari», ha dichiarato il primo cittadino, ricordando come l’estate sia iniziata da poco ma abbia già fatto registrare numerosi episodi drammatici lungo i fiumi e i torrenti della Bergamasca.
L’episodio di Canonica rappresenta un nuovo e forte monito sui rischi legati alla balneazione in aree non autorizzate, dove correnti, fondali irregolari e ostacoli sommersi possono trasformare in pochi istanti una giornata di svago in una tragedia.
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