Interrogatorio e iter giudiziario: sabato la convalida dell’arresto
Sabato mattina, presso il carcere di Bergamo, è iniziato l’interrogatorio di convalida dell’arresto del 37enne, assistito dall’avvocata Barbara Bruni. L’udienza riguarda i fatti avvenuti a Ponteranica nel pomeriggio di giovedì, quando l’uomo è stato fermato dopo una violenta colluttazione. Il pubblico ministero Maria Esposito ha richiesto la convalida al giudice per le indagini preliminari Beatrice Purita.
La ricostruzione dei fatti: l’irruzione in casa e l’aggressione
Giovedì, in una abitazione di via Valbona, una 23enne è stata aggredita da un uomo di 37 anni, richiedente asilo di origine tunisina. Secondo le ricostruzioni, dopo essersi aggirato nella zona, avrebbe fatto irruzione nell’abitazione probabilmente con l’intento di rubare. Successivamente avrebbe tentato un’aggressione a sfondo sessuale e sottratto una collanina alla giovane, configurando anche ipotesi di rapina.
La testimonianza della vittima: “assurdo e surreale”
La ragazza, assistita dall’avvocato Omar Massimo Hegazi, ha raccontato quanto accaduto. Era in casa da sola e stava per fare una doccia quando ha sentito dei rumori sospetti all’ingresso e la porta scorrevole aprirsi. Insospettita, s’è messa un top chiamando il padre al lavoro per dirgli di venire subito perché qualcuno aveva forzato l’ingresso e stava salendo in casa. Fortunatamente è riuscita a mantenere quel minimo di lucidità per fare un video all’aggressore, mentre si avvicinava e diceva frasi incomprensibili in arabo. Un video consegnato alle forze dell’ordine.
L’aggressione e il ruolo decisivo dei vicini
Durante l’attacco, la giovane ha cercato di fuggire verso l’esterno ma è stata raggiunta in giardino, dove l’uomo le ha strappato i vestiti. La 23enne ha riportato lesioni con una prognosi di 7 giorni, tra cui ferite al cuoio capelluto, alle gambe e al collo. «Ho urlato a squarciagola, fortunatamente alcuni vicini mi hanno sentita e sono intervenuti, bloccando il mio aggressore e salvandomi dalla sua furia – ha spiegato la giovane –. A loro va il mio grazie più grande, sono stati provvidenziali».
Arresto, accuse e intervento dei carabinieri
L’uomo è stato bloccato al termine di una concitata colluttazione e affidato ai Carabinieri della compagnia di Zogno. Le accuse a suo carico comprendono violenza sessuale (per aver toccato parti intime della vittima), lesioni, violazione di domicilio, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Durante l’intervento sono rimasti feriti anche due militari, refertati con una prognosi di un giorno ciascuno.
Condizioni dell’aggressore e trasferimento in carcere
Il 37enne, senza fissa dimora e privo di precedenti, si troverebbe in Italia almeno dal 2023 e non risulta in carico a servizi psichiatrici. Secondo le prime ipotesi, potrebbe aver agito sotto effetto di stupefacenti.
Dopo l’arresto, ha trascorso la notte nella cella di sicurezza della caserma di Zogno, dove avrebbe accusato un malore ed è stato trasportato in ospedale. Visitato e dimesso con prognosi zero, è stato riportato in cella e successivamente trasferito in carcere.
La reazione della comunità e delle istituzioni
La vicenda ha profondamente colpito la comunità di Ponteranica, già scossa nelle ore successive ai fatti. La sindaca Susanna Pini ha dichiarato: «Gravissimo, ma nessuno si è girato dall’altra parte», sottolineando la reazione immediata dei cittadini.
È stato inoltre attivato uno sportello psicologico a supporto della popolazione, mentre la vicenda ha rapidamente attirato l’attenzione anche della cronaca nazionale.
Un caso che ha scosso il territorio
L’episodio, avvenuto giovedì e reso pubblico nelle ore successive, ha coinvolto forze dell’ordine, soccorsi e residenti, generando forte impatto emotivo. La vicinanza dei vicini e la tempestività dell’intervento sono stati determinanti per evitare conseguenze ancora più gravi.
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