Ponteranica, Lisa dopo l’aggressione: “Ho pensato di morire. Gli chiederei solo: perché?”

La testimonianza della 23enne a pochi giorni dall'incubo vissuto nella sua abitazione: «La mia paura più grande è ritrovarmelo sotto casa». Il ringraziamento ai vicini: «Mi hanno salvata».

Carabinieri

 «Ho pensato potesse uccidermi». Sono parole pronunciate con lucidità, ma ancora attraversate dalla paura, quelle di Lisa Cornaro, la giovane di 23 anni aggredita nella sua abitazione di Ponteranica da un uomo di 37 anni, richiedente asilo di origine tunisina, arrestato con le accuse di violenza sessuale, rapina e altri reati connessi ai fatti avvenuti il 18 giugno.

A pochi giorni dall’accaduto, Lisa ha deciso di raccontare quei momenti drammatici. Un racconto nel quale emergono la paura vissuta, il coraggio dimostrato e il desiderio di tornare a sentirsi al sicuro.

«Fate in modo che non me lo ritrovi sotto casa»

La prima richiesta affidata al suo legale, l’avvocato Omar Massimo Hegazi, è semplice e diretta: «Fate in modo che non me lo ritrovi sotto casa il giorno dopo».

Una frase che racchiude il timore più profondo della giovane: non soltanto ricordare quanto accaduto, ma anche affrontare il futuro senza vivere nella paura.

Nel suo racconto riaffiora anche un episodio avvenuto il giorno precedente all’aggressione. Lisa ricorda di essere stata seguita nei pressi di un supermercato da un uomo in monopattino.

«Mi urlava “bionda” e mi ha aspettata fuori. Sono riuscita ad allontanarlo grazie all’aiuto di alcuni ragazzi», racconta a Bergamonews. Un episodio che, dopo quanto accaduto, assume oggi contorni ancora più inquietanti.

L’irruzione in casa

Il pomeriggio del 18 giugno, la giovane si trovava nella sua abitazione e si stava preparando per uscire.

«Ho sentito delle voci e qualcuno parlare in arabo. Poi ho capito che qualcosa non andava», ricorda.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il 37enne si sarebbe introdotto nell’abitazione forzando gli ingressi e raggiungendo rapidamente il piano superiore.

«Era agitato, sudato, fuori controllo», spiega Lisa.

Quando si è trovata davanti l’aggressore, la situazione è precipitata.

«Mi ha afferrata, mi ha trascinata e mi ha strappato i vestiti. In quel momento ho pensato davvero di poter morire».

La chiamata al padre e il video registrato di nascosto

Nonostante il terrore, Lisa è riuscita a mantenere una straordinaria lucidità.

Ha telefonato al padre, Fabrizio Cornaro, che ha ascoltato in diretta quanto stava accadendo senza poter intervenire immediatamente.

«Sentivo tutto, ma non potevo fare nulla», aveva raccontato il padre nei giorni successivi.

La giovane è inoltre riuscita a registrare un video dell’aggressore, nascondendo il telefono sul petto e senza farsi notare.

«Ho avuto la lucidità di farlo senza che se ne accorgesse», spiega oggi.

Il salvataggio grazie ai vicini

Dopo essere riuscita a fuggire all’esterno, le sue urla hanno richiamato l’attenzione dei residenti della zona.

I vicini sono intervenuti immediatamente, bloccando l’uomo fino all’arrivo dei carabinieri.

Tra loro anche un giovane residente che ha raccontato di aver visto un taglierino sul tavolo e di aver temuto il peggio.

«Era una furia», ha riferito.

L’intervento dei residenti si è rivelato decisivo per mettere in salvo la ragazza e consentire alle forze dell’ordine di arrestare il 37enne.

«Ringrazio chi mi è stato vicino»

Oggi Lisa prova a guardare avanti, pur con il peso di un trauma ancora vivo.

«Ringrazio i miei vicini e tutte le persone che mi hanno aiutata. E ringrazio tutti per la vicinanza che mi è stata dimostrata in questi giorni», afferma.

Alla domanda su cosa direbbe oggi al suo aggressore, la risposta arriva senza esitazioni:

«Gli chiederei solamente: perché?»

Redazione

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