A rilanciare la questione è stato Simone Paganoni, ex consigliere comunale e titolare dello Start Up Cafè, che ha evidenziato come il cantiere del ponte ferroviario abbia di fatto diviso la via in due, penalizzando una trentina di attività commerciali presenti lungo il tratto interessato dai lavori.
«Da entrambe le parti della strada ci sono circa trenta attività che ogni giorno fanno i conti con meno visibilità, meno passaggio, meno clienti e inevitabilmente meno incassi», ha spiegato Paganoni a Bergamonews, sottolineando che nessuno mette in discussione l’importanza dell’opera infrastrutturale, ma che il peso economico dei lavori ricade interamente sugli esercenti.
Tra le richieste avanzate figura anche una riduzione della Tari, ipotesi che in passato era stata prospettata ma che, secondo i commercianti, non si è concretizzata. Paganoni propone inoltre un contributo simbolico alle attività coinvolte: «Anche un aiuto di 100 euro per ogni esercizio rappresenterebbe un segnale concreto di vicinanza».
La protesta non è nuova. Già nel dicembre 2025 circa 80 commercianti avevano consegnato una petizione a Palazzo Frizzoni per chiedere misure di sostegno a seguito della chiusura del sottopasso di largo Tironi. L’iniziativa, promossa da Matteo Almagioni, titolare del Bugan Café, aveva ottenuto anche il sostegno di Confesercenti Bergamo, che aveva proposto l’esenzione dalla Tari e la sospensione temporanea della tassa sulla pubblicità e dei costi per le insegne.
«Non chiedevamo soldi, ma almeno una risposta e un segnale di sensibilità», ha dichiarato Almagioni, spiegando come il calo della clientela, soprattutto nella fascia del pranzo, abbia inciso pesantemente sull’attività. In alcuni casi i negozi restano aperti soprattutto per garantire un servizio ai residenti del quartiere.
Sul fronte del cantiere, Rete Ferroviaria Italiana ha aggiornato il cronoprogramma. L’amministratore delegato Aldo Isiha confermato che il primo fornice del sottopasso, in direzione del centro città, dovrebbe riaprire tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Per il ritorno alla piena circolazione in entrambe le direzioni sarà invece necessario attendere il mese di ottobre, confermando così il ritardo accumulato rispetto alle previsioni iniziali.
L’amministrazione comunale ha ribadito la propria attenzione verso la situazione. Il vicesindaco e assessore al Commercio Sergio Gandi ha annunciato un incontro dedicato con gli esercenti, riconoscendo le difficoltà generate dai lavori.
Allo stesso tempo, però, ha invitato alla prudenza sull’ipotesi di ristori economici: «La concessione di risarcimenti automatici per i danni derivanti dai lavori pubblici presenta criticità giuridiche, amministrative e finanziarie molto rilevanti», spiegando che un intervento di questo tipo rischierebbe di creare un precedente difficile da sostenere sia dal punto di vista normativo sia per i conti dell’amministrazione.
In attesa della riapertura completa del sottopasso, i commercianti continuano quindi a chiedere ascolto e misure di sostegno, nella speranza che il ritorno della normale viabilità possa consentire alle attività di recuperare clienti e fatturato dopo oltre un anno di pesanti disagi.
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