Ozono alle stelle in Lombardia e a Bergamo: i dati

La qualità dell’aria in Lombardia risulta fortemente influenzata dai livelli elevati di ozono registrati durante il primissimo periodo estivo. Numeri inequivocabili dalla centralina di via Meucci

Scenario sanitario e indicazioni di prevenzione

Nel contesto del forte caldo estivo viene riportato che la concentrazione di ozono nell’aria della Lombardia risulta elevata, con condizioni considerate critiche per la qualità atmosferica. Le informazioni diffuse evidenziano che, in presenza di tali livelli di inquinante, viene raccomandato di ridurre l’attività fisica intensa soprattutto nelle ore centrali e nel tardo pomeriggio, poiché il picco di concentrazione tende a verificarsi dal primo pomeriggio fino alla notte.

Secondo quanto riferito, per limitare l’impatto sanitario sarebbe necessario intervenire sui principali fattori emissivi, riducendo il traffico veicolare, in particolare quello legato ai motori diesel, e diminuendo l’utilizzo di solventi in ambito industriale. Viene inoltre richiamata l’attenzione sul contributo degli allevamenti intensivi presenti sul territorio regionale, considerati tra le fonti rilevanti dei precursori chimici dell’ozono.

Monitoraggio dei dati e quadro regionale

Dai rilievi effettuati viene riportato che Legambiente Lombardia ha analizzato i dati forniti dalle centraline di Arpa relative ai capoluoghi di provincia. Dalla lettura complessiva emerge che da oltre dieci giorni la qualità dell’aria risulta compromessa a causa di livelli persistentemente elevati di ozono.

Si evidenzia che, nel periodo considerato, molte località urbanizzate della regione hanno superato stabilmente la soglia di 120 microgrammi per metro cubo d’aria, valore indicato come riferimento per la tutela della salute pubblica. Tale condizione viene descritta come diffusa su scala regionale, non limitata a singoli centri urbani.

Superamenti registrati nella città di Bergamo

Per quanto riguarda la situazione specifica, viene segnalato che anche Bergamo ha registrato superamenti dei limiti. Il 25 giugno, secondo quanto riportato dal sensore collocato in via Meucci, la concentrazione di ozono avrebbe raggiunto 183 microgrammi per metro cubo.

Le soglie normative di riferimento vengono indicate come segue: il valore obiettivo fissato a 120 microgrammi, la soglia di informazione a 180 microgrammi e la soglia di allarme a 240 microgrammi per metro cubo d’aria. Il dato registrato risulta quindi superiore alla soglia di informazione.

Viene inoltre riportato che in data 23 giugno la situazione è stata ancora più critica, con un picco di 211 microgrammi registrato in città. Tali valori vengono descritti come indicativi di una fase di particolare instabilità della qualità dell’aria.

Contesto regionale e confronto tra capoluoghi

Dalle analisi complessive emerge che il fenomeno non riguarda esclusivamente Bergamo, ma l’intera area lombarda. Tuttavia, viene precisato che il capoluogo bergamasco risulta tra quelli con livelli relativamente meno elevati rispetto ad altre province.

Secondo quanto riportato, la persistenza di valori superiori ai 120 microgrammi per metro cubo per circa dieci giorni consecutivi rappresenta una condizione diffusa nei principali centri urbani della regione, configurando una situazione di esposizione prolungata agli inquinanti secondari.

Viene inoltre sottolineato che, proseguendo su questa tendenza, sarebbe già considerato probabile il raggiungimento del limite di 25 giornate di superamento previste dalla normativa europea in materia di qualità dell’aria.

Fattori emissivi e strategie di riduzione

In base alle valutazioni riportate, viene indicato che per contenere i picchi estivi di ozono è necessario intervenire sui cosiddetti precursori chimici. In particolare, viene suggerita una riduzione significativa del traffico motorizzato e delle emissioni legate ai veicoli diesel.

Viene inoltre evidenziato il ruolo del settore industriale, che sarebbe chiamato a limitare l’impiego di solventi organici, e quello del comparto agricolo intensivo, considerato un ulteriore elemento di pressione ambientale sul territorio lombardo.

Il responsabile scientifico di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine, sostiene che una strategia efficace dovrebbe concentrarsi sui principali settori emissivi responsabili della formazione dell’ozono, al fine di ridurre i picchi estivi che caratterizzano il periodo più caldo dell’anno.


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