Perché il caldo è così intenso in questi giorni
Con l’arrivo dell’estate ritornano puntualmente anche i tormentoni di stagione. Tra i più scontati ma anche oggettivamente il protagonista vista l’ondata anomala, il caldo. L’afa rende difficili anche le attività più semplici e trasforma le notti in una continua ricerca di sollievo. C’è chi lascia aperte le finestre sperando in una corrente d’aria e chi accende il condizionatore accettando il rischio di svegliarsi con la cervicale.
La domanda che molti si pongono è però un’altra: perché il termometro continua a segnare oltre venti gradi celsius anche dopo mezzanotte? La spiegazione è scientifica e dipende dalla presenza di un anticiclone subtropicale che mantiene elevate le temperature anche dopo il tramonto. Il calore resta intrappolato negli edifici, l’aria rimane immobile e il fresco serale tarda ad arrivare.
Che cosa sono le notti tropicali
In meteorologia si definisce notte tropicale quella in cui la temperatura, dall’inizio della sera fino al mattino, non scende mai sotto i 20 °C.
Uno dei motivi principali è rappresentato dalla difficoltà delle città nel disperdere il calore accumulato durante il giorno. Asfalto, cemento ed edifici assorbono grandi quantità di energia solare e la rilasciano lentamente durante la notte. Se a questo si aggiunge un’elevata umidità, il naturale raffreddamento dell’aria viene ulteriormente ostacolato.
Durante le ondate di calore il raffreddamento notturno diventa quindi sempre meno efficace e le temperature restano elevate anche dopo il tramonto.
Secondo i dati diffusi da Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), nel 2024 sono state registrate 25,2 notti tropicali in più rispetto alla media del periodo compreso tra il 1991 e il 2020.
Le conseguenze non riguardano soltanto il comfort. Dormire con temperature elevate significa avere un sonno più leggero e disturbato, aumentare il rischio di disidratazione e di colpi di calore e incrementare anche i consumi energetici dovuti all’utilizzo prolungato di ventilatori e condizionatori.
L’anticiclone subtropicale e il ruolo del cambiamento climatico
L’Italia, insieme a gran parte dell’Europa occidentale, sta attraversando un’intensa ondata di calore provocata dalla presenza di un anticiclone subtropicale.
Questo sistema atmosferico sta facendo registrare temperature superiori di 10-12 °C rispetto alle medie stagionali, con punte vicine ai 40 °C in numerose zone del Paese, compresa la Pianura Padana, favorendo il susseguirsi delle notti tropicali.
Dal punto di vista meteorologico, la risalita dell’anticiclone è favorita dal riscaldamento globale e da particolari dinamiche atmosferiche atlantiche.
Per misurarne l’intensità si analizzano sia la temperatura del suolo, influenzata da edifici, rilievi e caratteristiche locali, sia quella registrata a circa 1.500 metri di quota, dove emerge con maggiore chiarezza la massa d’aria calda che sta interessando il continente europeo.
Come funziona il sistema di allerta in Italia
Nel nostro Paese il monitoraggio delle ondate di calore è affidato al Ministero della Salute, che utilizza un sistema di allerta basato su previsioni meteorologiche a 24, 48 e 72 ore.
Il sistema integra i dati meteorologici con indicatori sanitari locali e pubblica bollettini specifici per ciascuna città.
Ogni comune viene classificato secondo quattro livelli di rischio:
- verde: nessun rischio;
- giallo: pre-allerta;
- arancione: rischio per le persone più fragili;
- rosso: ondata di calore prolungata con possibili effetti anche sulla popolazione generale.
Il sistema tiene conto delle caratteristiche climatiche e urbanistiche di ogni territorio, poiché la stessa temperatura può avere effetti molto differenti. Basti pensare alla differenza tra le Valli Bergamasche e il Gargano, in Puglia.
Gli effetti del caldo sul nostro organismo
Quando la temperatura esterna si avvicina o supera i 36-37 °C, il corpo umano entra sotto stress perché i meccanismi di termoregolazione devono lavorare più intensamente.
La prima risposta è l’aumento della sudorazione. Tuttavia, se la perdita di liquidi continua nel tempo, possono comparire disidratazione, debolezza, nausea, mal di testa, tachicardia e stati di confusione mentale, sintomi che si manifestano con maggiore rapidità nelle persone più fragili.
Uno studio dell’Università di Roehampton ha inoltre evidenziato che, quando il surriscaldamento corporeo supera i 40 °C, aumenta significativamente lo stress metabolico. Possono così verificarsi un incremento della frequenza cardiaca e respiratoria, insieme a nausea, tremori e disorientamento.
La gravità della situazione dipende sia dalla durata dell’esposizione sia dalle condizioni individuali. Brevi esposizioni possono essere tollerate, come avviene in una sauna, ma il rischio cresce rapidamente con il passare del tempo.
Dieci consigli per affrontare le ondate di calore
Per limitare gli effetti delle alte temperature, il Ministero della Salute ha predisposto un elenco di dieci comportamenti utili, soprattutto per anziani, bambini, neonati, persone con patologie croniche e chi assume farmaci.
I consigli sono:
- evitare di uscire tra le 11 e le 18;
- migliorare il comfort degli ambienti domestici e lavorativi schermando le finestre esposte a sud e regolando il condizionatore intorno ai 25 °C, per evitare eccessivi sbalzi termici;
- bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno;
- preferire alimenti leggeri, frutta e verdura ricche di acqua, limitando i piatti molto elaborati e grassi;
- conservare correttamente gli alimenti mantenendo la catena del freddo;
- indossare abiti leggeri in fibre naturali, utilizzare occhiali da sole con filtri UV e creme solari ad alta protezione;
- arieggiare l’automobile prima della partenza mantenendo una temperatura interna di circa 5 °C inferiore a quella esterna;
- evitare l’attività fisica nelle ore più calde oppure adattarsi progressivamente al caldo aumentando gradualmente intensità e durata degli allenamenti;
- prestare attenzione alle persone più vulnerabili e segnalare eventuali situazioni critiche ai servizi socio-sanitari;
- garantire agli animali domestici acqua fresca e impedire loro di camminare sull’asfalto bollente durante le ore centrali della giornata.
Dal 22 giugno è inoltre attivo il numero di pubblica utilità 1500, disponibile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, dedicato a chi desidera ricevere informazioni per ridurre gli effetti delle ondate di calore sulla salute.
Dove trovare refrigerio in provincia di Bergamo
Solitamente Bergamo beneficia di un clima relativamente mite e ventilato grazie anche alla presenza del Parco dei Colli, ma durante le ondate di calore anche la città risente delle temperature elevate.
Per trovare un po’ di fresco esistono comunque diverse alternative.
Tra le più apprezzate ci sono i percorsi del Parco dei Colli di Bergamo, che attraversano aree immerse nel verde come le rive del torrente Quisa, il Colle di Sombreno, Porta Sud, il Colle dei Lochis, Villa Bagnada, l’ex monastero di Valmarina, il Monte Bastia e la Ramera di Ponteranica.
Per chi ama la bicicletta rappresentano un’ottima soluzione anche le piste ciclabili cittadine, quelle della Val Seriana e della Val Brembana, oltre agli itinerari che costeggiano laghi e fiumi, ideali anche per un picnic.
Chi desidera trascorrere una giornata in montagna può scegliere mete come la Valle del Freddo o Val Vertova, note per la loro biodiversità.
Senza lasciare la città, meritano una passeggiata il percorso che collega San Vigilio ad Astino oppure quello tra Colle Aperto e il quartiere Loreto.
Per evitare traffico e caldo nell’automobile è possibile utilizzare la bicicletta oppure i servizi di bike sharing come BiGi, senza dimenticare i monopattini elettrici.
Anche le Mura veneziane rappresentano una valida alternativa grazie agli spalti estivi con punti ristoro, ai belvedere bastionati e alle numerose aree ombreggiate dai filari alberati.
Infine, parchi pubblici e spazi attrezzati distribuiti nei vari quartieri offrono occasioni per rilassarsi gratuitamente e, in molti casi, ospitano anche eventi cittadini, risultando ideali per organizzare spuntini o attività all’aperto nelle ore più fresche della giornata.
Un’estate che richiede capacità di adattamento
Le estati bergamasche stanno diventando sempre più caratterizzate da temperature elevate e notti tropicali. Tra piccoli accorgimenti quotidiani, passeggiate tra colli e aree verdi, escursioni in montagna e momenti trascorsi nei parchi cittadini, trovare un po’ di refrigerio diventa un esercizio di adattamento. Nell’attesa che l’anticiclone perda intensità e che torni una piacevole brezza serale, l’obiettivo resta uno soltanto: riuscire finalmente a respirare un’aria più fresca.
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