Femminicidio Sarto, Dongellini chiede una perizia psichiatrica

L'imputato, accusato di aver ucciso la moglie Valentina Sarto, ha richiesto il rito abbreviato subordinato a una valutazione sulle sue condizioni psichiche. L'udienza è fissata per il 16 luglio.

Prosegue l’iter giudiziario per il femminicidio di Valentina Sarto, la donna di 41 anni uccisa nella notte del 18 marzo nel suo appartamento di via Pescaria, in città. L’imputato, Vincenzo Dongellini, 49 anni, è accusato di aver colpito la moglie con 19 coltellate e rischia la pena dell’ergastolo in base alla contestazione del nuovo reato di femminicidio, aggravato dai maltrattamenti.

Dopo la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pubblico ministero Antonio Mele e già accolta, il procedimento è stato incardinato davanti alla Corte d’Assise, con la prima udienza fissata per il 15 settembre.

Nel frattempo, la difesa ha depositato una nuova istanza. L’avvocato Stefania Battistelli ha infatti chiesto che il processo venga celebrato con rito abbreviato, subordinando però la richiesta allo svolgimento di una perizia psichiatricasull’imputato, attualmente detenuto nel carcere di Monza.

Sulla richiesta dovrà pronunciarsi la giudice per l’udienza preliminare Laura Garufi, che ha fissato l’udienza per il 16 luglio. Sarà in quella sede che verrà valutata l’ammissibilità della richiesta della difesa e l’eventuale necessità di accertare le condizioni psichiche di Dongellini.

Le responsabilità dell’imputato non sono oggetto di contestazione, dal momento che lo stesso Dongellini ha ammesso i fatti. Secondo la ricostruzione dell’accusa, dopo l’omicidio l’uomo rimase nell’abitazione per diverse ore, contattando il 112 soltanto nella tarda mattinata.

Il procedimento rappresenta uno dei primi casi in Italia nei quali viene contestato il nuovo reato di femminicidio. A differenza di altri procedimenti analoghi, nei quali le strategie difensive hanno puntato a ottenere la riqualificazione dell’accusa o l’esclusione di aggravanti, in questo caso la richiesta di rito abbreviato è accompagnata dalla domanda di una valutazione psichiatrica dell’imputato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, prima dell’omicidio sarebbero stati documentati anche episodi di maltrattamenti. Tra gli elementi raccolti nell’indagine figura anche una frase che, secondo l’accusa, Dongellini avrebbe rivolto alla moglie: «Non arrivi a domani».

L’esito dell’udienza del 16 luglio sarà determinante per stabilire il percorso processuale del procedimento, mentre resta già fissato il processo davanti alla Corte d’Assise nel caso in cui la richiesta della difesa non venga accolta.

Redazione

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