Al via da sabato 4 luglio anche in Lombardia (come nel resto d’Italia, ad eccezione delle province di Trento e Bolzano) i saldi estivi. Meno attesi dai consumatori italiani, visto che varie forme di sconti si applicano ormai tutto l’anno, ma comunque importanti per dare ossigeno al settore. Saldi che in Lombardia potranno durare al massimo fino al primo e che, ufficialmente, potevano essere anticipate da specifiche forme di sconto già da quattro settimane.
Le stime
Secondo le stime di Confcommercio Bergamo ogni famiglia bergamasca spenderà in media 209 euro per capi scontati (rispetto ai 219,50 euro dell’anno scorso), per una spesa pro capite di 91 euro, in lieve calo rispetto ai 93 euro del 2025.
Secondo le previsioni il 58% delle famiglie della provincia approfitterà dei saldi, contro il 54% del 2025. Il valore complessivo delle vendite di fine stagione dovrebbe raggiungere i 59,1 milioni di euro, un dato sostanzialmente in linea (ma leggermente inferiore) rispetto ai 59,9 milioni dell’anno precedente. Quanto agli sconti, si parte da percentuali del 20-30% per poi arrivare fino al 40% man mano che la stagione avanza.
Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo, sottolinea come l’aumento delle famiglie coinvolte non si traduca in maggiori incassi: “La spesa pro capite scende di circa 2 euro, quella familiare di circa 10 euro. Probabilmente il bel tempo di questo inizio estate, diverso dagli ultimi anni, ha spostato altrove parte del budget delle famiglie”. Secondo Fusini, i saldi estivi restano comunque strutturalmente più contenuti di quelli invernali, perché mancano sia l’effetto della tredicesima sia il maggior valore medio dei capi tipico della stagione fredda. A favore della stagione estiva giocano però prezzi più abbordabili, una maggiore propensione agli acquisti d’impulso e la spinta delle vacanze, amplificata dai turisti presenti nelle aree montane e lacustri della bergamasca.
Le regole
Vigono in tutta Italia le stesse regole di trasparenza: il negoziante deve indicare accanto a ogni capo il prezzo pieno e la percentuale di sconto applicata. Dal 2023 vale inoltre una regola europea recepita in Italia: il prezzo di riferimento da confrontare con quello scontato deve essere il più basso praticato nei trenta giorni precedenti l’inizio dei saldi, per evitare sconti solo apparenti.
I prodotti in saldo vanno inoltre tenuti separati da quelli a prezzo intero e, in caso di capo difettoso, il cliente ha diritto a sostituzione, riparazione o rimborso dietro presentazione dello scontrino. Online la disciplina è più favorevole: reso o cambio entro 14 giorni dalla consegna, a prescindere dall’esistenza di un difetto.
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