Intelligenza artificiale: in UniBg la nuova workstation applicata alla salute

Una nuova infrastruttura tecnologica per sostenere studi psicologici, sociali e sanitari basati sull’AI: la workstation dell'Università degli Studi di Bergamo

Una workstation per l’Intelligenza Artificiale applicata alla salute

Apparentemente può sembrare un normale computer, ma si tratta in realtà di una nuova workstation tecnologica che l’Università degli studi di Bergamo ha installato con l’obiettivo di sostenere attività di ricerca e sperimentazione dedicate alle applicazioni dell’Intelligenza Artificiale nei settori psicologico, sociale e sanitario.

La nuova infrastruttura è stata collocata presso la sede di via dei Caniana e rappresenta un investimento strategico per l’Ateneo, permettendo di sviluppare e verificare localmente modelli di Intelligenza Artificiale specializzati. Il sistema consentirà inoltre un maggiore controllo sui dati utilizzati, sui processi di validazione e sull’integrazione tra tecnologie avanzate e competenze psicologiche e cliniche.

La workstation nel progetto RecoverAI

La nuova infrastruttura sarà utilizzata principalmente nell’ambito del progetto RecoverAI, con il compito di supportare il collaudo di strumenti digitali basati anche su Large Language Models, progettati per fornire supporto informativo a pazienti e caregiver nella fase successiva alla dimissione, rispettando specifici limiti clinici e prevedendo sempre la supervisione umana.

“La workstation sarà impiegata nell’ambito del progetto RecoverAI, dove supporterà il testing di soluzioni digitali basate anche su Large Language Models, progettate per rispondere, entro confini clinici definiti e con supervisione umana, ai bisogni informativi di pazienti e caregiver nella fase successiva alla dimissione – spiega Agostino Brugnera, Professore associato di Psicologia Clinica dell’Università degli studi di Bergamo –. La stessa infrastruttura sarà inoltre utilizzata negli studi pilota del progetto IAlliance, dedicato all’esplorazione delle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per la trascrizione e l’analisi delle sedute psicoterapeutiche. L’obiettivo è individuare indicatori emotivi, temi ricorrenti e segnali legati alla qualità dell’alleanza terapeutica tra paziente e terapeuta, attraverso l’analisi automatizzata di dati linguistici e clinico-relazionali”.

L’intelligenza artificiale al servizio degli studi psicoterapeutici 

La workstation sarà impiegata anche negli studi pilota del progetto IAlliance, dedicato all’analisi delle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale nella trascrizione e nello studio delle sedute psicoterapeutiche.

Attraverso l’elaborazione automatizzata di dati linguistici e clinico-relazionali, la ricerca punta a individuare elementi utili per comprendere meglio gli aspetti emotivi delle interazioni terapeutiche, riconoscere temi ricorrenti e analizzare segnali collegati alla qualità dell’alleanza tra paziente e terapeuta.

Un investimento per ricerca, innovazione e formazione

L’installazione della workstation si inserisce in un percorso più ampio avviato dall’Università degli studi di Bergamo per rafforzare le attività di ricerca, innovazione e formazione nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale.

La nuova infrastruttura contribuisce infatti a consolidare un modello interdisciplinare che unisce competenze tecnologiche, scientifiche e cliniche, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni affidabili e responsabili.

Il contributo del RAISE Centre for Responsible Artificial Intelligence, Society and Ethics

Il progetto si collega anche alle attività del RAISE Centre for Responsible Artificial Intelligence, Society and Ethics, recentemente istituito dall’Ateneo bergamasco.

Il centro nasce con la missione di promuovere uno sviluppo e un utilizzo responsabile dell’Intelligenza Artificiale, favorendo una ricerca orientata all’etica, alla sicurezza dei dati e all’applicazione consapevole delle nuove tecnologie nei diversi ambiti della società.

La nuova workstation rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso dell’Università degli studi di Bergamo verso una ricerca sull’AI sempre più integrata con le esigenze della salute, della psicologia e delle scienze sociali.

Redazione

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