Scalano il palazzo sui tubi del gas: arrestati due topi d’appartamento a Longuelo

Tentato furto in un appartamento di Longuelo prima ancoran dell'alba: i due georgiani sono stati sorpresi dalla polizia dopo l’allarme lanciato dai residenti

L’arrampicata lungo le tubature del gas nella notte

Sono riusciti a raggiungere il secondo piano di un palazzo arrampicandosi sulle condutture del gas metano, ma il loro tentativo di furto è stato interrotto dall’intervento delle Forze dell’ordine. È accaduto nella notte di mercoledì 8 luglio in un condominio di via Rossini nel quartiere Longuelo di Bergamo, dove due cittadini georgiani sono stati arrestati con l’accusa di tentato furto.

I due uomini, vestiti con magliette nere, bermuda e scarpe da ginnastica, avevano scalato la parete esterna dell’edificio sfruttando i tubi del gas per raggiungere un appartamento al secondo piano. L’abitazione era momentaneamente vuota perché la proprietaria si trovava in vacanza.

Il rumore del vetro rompe il silenzio e fa scattare l’allarme

L’episodio si è verificato prima dell’alba, intorno alle 5 del mattino. Alcuni residenti hanno notato due figure sospette muoversi nel cortile del palazzo e hanno avvertito un condomino. Poco dopo, i due ladri hanno iniziato la loro salita lungo le tubature del metano che servono i diversi appartamenti.

Arrivati al secondo piano, hanno sollevato la tapparella di una finestra, hanno rotto il vetro e sono entrati nell’abitazione di una donna assente perché in ferie lontano da Bergamo. Il rumore dei vetri infranti ha confermato i sospetti del residente già informato della presenza dei due individui, che ha quindi chiamato il numero di emergenza 112.

L’intervento della polizia e il tentativo di fuga fallito

In pochi minuti una pattuglia della Volante è arrivata in via Rossini. Gli agenti hanno raggiunto il cortile del condominio e hanno trovato a terra i frammenti di vetro caduti dalla finestra del secondo piano.

Guardando verso l’appartamento, completamente al buio, i poliziotti hanno notato il movimento di una torcia. Uno dei due uomini si è affacciato alla finestra, ha visto la presenza degli agenti e si è ritirato rapidamente per evitare di essere individuato.

La polizia ha quindi richiesto ulteriori rinforzi per circondare il palazzo e impedire ai ladri acrobati di scappare. Gli agenti hanno tentato di accedere all’appartamento dall’ingresso principale, ma la porta blindata ha impedito l’entrata.

I vigili del fuoco entrano nell’appartamento con l’autoscala

Per raggiungere l’abitazione è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno utilizzato un’autoscala permettendo ai poliziotti di entrare attraverso la finestra della camera da letto.

All’interno dell’appartamento gli agenti hanno trovato i due uomini e l’abitazione completamente a soqquadro. In un sacchetto erano stati raccolti diversi oggetti di valore: monili, un orologio, monete d’oro e una penna preziosa, beni che i due stavano probabilmente preparando per portarli via.

Arresto convalidato e disposizione del carcere

I due cittadini georgiani, entrambi senza fissa dimora in Italia, sono stati arrestati per tentato furto. Poche ore dopo il fermo, il giudice Alberto Longobardi ha convalidato gli arresti e disposto la custodia in carcere per entrambi.

Il processo per direttissima è stato fissato per il 21 luglio. Durante l’udienza i due uomini si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Secondo quanto emerso, sarebbero arrivati in Italia circa un mese prima dichiarando di essere alla ricerca di lavoro.

I precedenti dei due uomini arrestati

Il primo arrestato, un uomo di 32 anni, era già stato espulso dall’Italia nell’agosto 2024 dopo essere stato trovato in possesso di strumenti utilizzati per lo scasso. Per questo motivo deve rispondere anche dell’accusa di reingresso illegale sul territorio italiano.

Il secondo uomo, di 34 anni, era stato recentemente segnalato per il possesso di documenti falsi.

Le avvocate Elena Gambirasio e Giulia Gamba avevano richiesto per entrambi il divieto di dimora nella provincia di Bergamo. Il giudice ha però accolto la richiesta del pubblico ministero Antonio Mele, disponendo il carcere.

Il giudice: “gravità del fatto e delle modalità”

Nel motivare la decisione, il giudice Longobardi ha evidenziato la particolare modalità con cui è stato commesso il tentativo di furto, sottolineando l’orario notturno e la presenza di «beni di valore» nell’abitazione presa di mira.

Secondo il magistrato, il comportamento dei due arrestati rappresenta «gravità del fatto e delle modalità» e costituisce «fonte di grave allarme sociale ed espressione di professionalità nel delinquere», oltre che «indice di spiccata e spregiudicata indole criminale».

Redazione

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2 mesi fa

Dovevano buttarli giu

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