Ancora un episodio di vandalismo ai danni del Café Marly di Bergamo. Nella notte tra domenica 12 e lunedì 13 luglio ignoti hanno tentato di forzare l’ingresso del locale situato in via Contrada Tre Passi, provocando il danneggiamento della porta d’accesso.
Si tratta del secondo episodio nel giro di poche settimane. Già lo scorso 25 giugno l’attività commerciale era stata presa di mira con una spaccata, mentre questa volta il tentativo non è andato a segno, pur lasciando evidenti danni all’ingresso.
Secondo le prime ricostruzioni, gli autori avrebbero cercato di sfondare la porta utilizzando un oggetto pesante, probabilmente un grosso sasso. L’azione si sarebbe consumata durante le ore notturne nel centro cittadino, quando la zona era meno frequentata.
A scoprire quanto accaduto è stato il titolare del locale, Alfredo Jaku, arrivato sul posto nelle prime ore della mattina per aprire l’attività. Il commerciante ha trovato l’ingresso danneggiato e ha immediatamente segnalato l’accaduto alle autorità competenti.
L’episodio ha riacceso le preoccupazioni per la sicurezza delle attività del centro di Bergamo. Dopo il precedente attacco subito a giugno, il nuovo tentativo di spaccata alimenta il timore di una serie di azioni ai danni degli esercizi commerciali della zona.
Il titolare del Café Marly ha espresso tutta la propria amarezza per quanto accaduto, sottolineando il clima di crescente preoccupazione tra i commercianti. Jaku ha dichiarato di non comprendere quanto stia accadendo in città e ha spiegato che, se ne avesse la possibilità, valuterebbe persino di chiudere l’attività e trasferirsi altrove. Secondo il commerciante, gruppi di persone si aggirerebbero durante la notte nel centro cittadino prendendo di mira le attività commerciali.
Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della questura di Bergamo, che ha avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e risalire agli autori del tentato danneggiamento. Gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili, compresa l’eventuale presenza di immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona.
L’obiettivo degli inquirenti è identificare i responsabili e chiarire se il nuovo episodio possa essere collegato alla precedente spaccata avvenuta a fine giugno o se si tratti di un’azione isolata.
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