Batterie al litio, allarme per i bambini: 12 casi gravi a Bergamo

Il Centro Antiveleni del Papa Giovanni XXIII segnala numerose ingestione di pile a bottone ad alto voltaggio: anche pochi minuti possono causare lesioni severe

batteria al litio pila

Sono piccole, presenti in molti oggetti di uso quotidiano e spesso facilmente accessibili in casa, ma possono rappresentare un grave pericolo per i bambini. Le batterie a bottone al litio sono al centro dell’attenzione del Centro Antiveleni dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che negli ultimi 18 mesi ha seguito numerosi casi di ingestione accidentale.

Sono state 42 le consulenze richieste per ingestione di batterie, di cui 12 relative a pile al litio ad alto voltaggio, considerate particolarmente rischiose perché possono provocare danni molto gravi all’apparato digerente in tempi rapidi.

Questi dispositivi vengono utilizzati in moltissimi prodotti presenti nelle abitazioni, come telecomandi, orologi, bilance elettroniche, giocattoli e piccoli apparecchi digitali. Le dimensioni ridotte e la superficie lucida possono attirare l’attenzione dei bambini, che possono ingerirle accidentalmente durante il gioco.

Il rischio maggiore si verifica quando la batteria rimane bloccata nell’esofago. In questa condizione può attivare rapidamente processi chimici ed elettrochimici capaci di provocare ustioni interne, perforazioni e lesioni anche molto profonde.

Il caso del bambino ricoverato per un mese

Tra gli episodi affrontati dagli specialisti del Papa Giovanni XXIII c’è quello di un bambino di 10 anni arrivato al pronto soccorso pediatrico dopo aver ingerito una pila al litio.

In un primo momento i sintomi sembravano poco rilevanti, ma gli accertamenti radiologici hanno permesso di individuare la presenza della batteria nell’esofago.

Il bambino è stato sottoposto a un intervento endoscopico urgente per rimuovere la pila e ha poi trascorso alcuni giorni in Terapia intensiva pediatrica prima del trasferimento in Chirurgia pediatrica, dove è rimasto ricoverato circa un mese.

Il piccolo ha successivamente completato il percorso di guarigione, ma il caso conferma quanto sia importante intervenire rapidamente anche quando non sono presenti segnali evidenti.

Giuseppe Bacis, responsabile del Centro Antiveleni dell’Asst Papa Giovanni XXIII, ha sottolineato che la gravità dell’ingestione non può essere valutata sulla base dei sintomi iniziali.

Anche in assenza di manifestazioni immediate, infatti, una pila al litio può provocare danni importanti. Per questo motivo, in caso di dubbio o sospetta ingestione, è necessario contattare subito il 112 o recarsi al pronto soccorso.

Il Centro Antiveleni è inoltre disponibile per fornire indicazioni attraverso il numero verde 800-883300, rivolto a genitori, familiari e persone che si trovano vicino al bambino.

Come riconoscere le pile più pericolose

Le batterie considerate più rischiose sono generalmente identificabili dalla sigla CR seguita da quattro numeri. Hanno solitamente un diametro compreso tra 10 e 24 millimetri, ma quelle da almeno 20 millimetri presentano il pericolo maggiore perché possono fermarsi più facilmente nell’esofago dei bambini.

Anche una batteria apparentemente scarica può mantenere una carica sufficiente a causare lesioni gravi.

Gli specialisti raccomandano quindi di conservare sia le pile nuove sia quelle già utilizzate lontano dalla portata dei bambini e di procedere rapidamente allo smaltimento di quelle esauste.

È inoltre fondamentale controllare che i dispositivi contenenti batterie abbiano vani chiusi correttamente e non facilmente apribili dai più piccoli.

Cosa fare in caso di ingestione

In presenza di un’ingestione certa o anche soltanto sospetta, gli esperti invitano a non aspettare la comparsa di sintomi.

Le indicazioni principali sono:

  • chiamare immediatamente il 112 o il Centro Antiveleni;
  • portare il bambino al pronto soccorso senza ritardi;
  • non provocare il vomito;
  • portare con sé, se possibile, il dispositivo da cui proviene la batteria o una pila uguale per facilitarne l’identificazione.

La gestione di questi casi al Papa Giovanni XXIII coinvolge diverse specialità mediche: Centro Antiveleni, Pronto soccorso pediatrico, Gastroenterologia, Chirurgia pediatrica, Terapia intensiva pediatrica e Pediatria.

Il lavoro coordinato dell’équipe permette di intervenire rapidamente e ridurre il rischio di complicazioni dopo l’ingestione di una batteria al litio.

Redazione

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