Due bombe a mano trovate in Città Alta: ordigni fatti brillare a Valverde

I residuati bellici della Seconda guerra mondiale sono stati rinvenuti in un cantiere di via Solata. Gli artificieri dell'Esercito hanno completato la bonifica in sicurezza.

vigili del fuoco

Momenti di apprensione nella mattinata a Bergamo dopo il ritrovamento di due bombe a mano risalenti alla Seconda guerra mondiale all’interno di un cantiere in via Solata, nel cuore di Città Alta. Gli ordigni sono stati individuati dagli operai impegnati nei lavori, che hanno immediatamente interrotto le attività e allertato le autorità competenti.

L’area è stata rapidamente messa in sicurezza per consentire le operazioni di bonifica. Gli accessi alla strada sono stati temporaneamente chiusi, mentre sul posto sono intervenuti gli artificieri del 10° Reggimento Genio Guastatori di Cremona, supportati dagli agenti della Questura e della Polizia di Stato.

Durante le verifiche è emerso che i due ordigni erano bombe a mano italiane del tipo SRCM Mod. 35, in dotazione all’Esercito italiano durante il secondo conflitto mondiale. Uno dei residuati bellici si trovava in condizioni di conservazione particolarmente precarie, rendendo rischioso il trasporto fino alla cava di Palosco, normalmente utilizzata per questo tipo di interventi.

Per ragioni di sicurezza è stato quindi deciso di procedere con una soluzione alternativa. Gli artificieri hanno trasferito gli ordigni nel parco di Valverde, dove è stata predisposta un’area protetta scavando una buca destinata a contenere le bombe. Successivamente i due ordigni sono stati fatti brillare con un’esplosione controllata a distanza. L’intervento si è concluso intorno alle 15.40, consentendo il ripristino della normale situazione nell’area interessata.

La SRCM Mod. 35 è una bomba a mano a percussione, progettata per esplodere al momento dell’impatto con il terreno e non tramite un sistema a tempo. Il suo raggio di efficacia è limitato rispetto alla distanza massima di lancio, caratteristica che permetteva ai militari di avanzare senza esporsi direttamente agli effetti dell’esplosione. L’ordigno contiene una carica esplosiva composta da tritolo o da una miscela di tritolo e trinitronaftalina, capace di frammentare un filo metallico interno generando schegge.

Il ritrovamento conferma come, nonostante siano trascorsi oltre ottant’anni dalla fine della guerra, residuati bellici possano ancora emergere durante lavori di scavo o cantieri, rendendo necessario l’intervento di personale altamente specializzato per la loro messa in sicurezza.

Al termine delle operazioni, la Polizia di Stato ha rinnovato l’appello ai cittadini a non toccare né spostare eventuali ordigni o residuati bellici rinvenuti accidentalmente. In caso di scoperta è fondamentale contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112, evitando qualsiasi iniziativa personale che potrebbe mettere a rischio la propria incolumità e quella delle persone presenti.

L’intervento coordinato tra forze di polizia ed Esercito ha consentito di gestire la situazione senza conseguenze, garantendo la sicurezza dell’area e delle persone coinvolte.

 

Redazione

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