Un provvedimento cautelare è stato disposto nei confronti di un 35enne accusato di maltrattamenti, lesioni e atti persecutori ai danni della compagna ventenne residente a Calcio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli episodi di violenza sarebbero proseguiti anche dopo un primo intervento delle forze dell’ordine, rendendo necessario l’intervento dell’autorità giudiziaria.
L’uomo, di origine albanese, è stato rintracciato il 14 luglio dai carabinieri della Stazione di Romano di Lombardia. Nei suoi confronti è stato stabilito il divieto di avvicinamento alla giovane e il divieto di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo.
L’inchiesta partita dopo la prima segnalazione
Le indagini hanno avuto origine all’inizio di giugno, quando i carabinieri erano intervenuti nell’abitazione della ragazza per un primo episodio contestato di maltrattamenti.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la situazione sarebbe successivamente peggiorata nel corso delle settimane, con episodi più frequenti soprattutto durante i fine settimana. Gli investigatori ipotizzano che l’uomo, in alcune occasioni, fosse sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti.
Il quadro raccolto dagli inquirenti ha portato all’apertura di un procedimento e all’attivazione delle misure previste per i casi di violenza domestica.
L’aggressione più grave a giugno
Uno degli episodi ritenuti più gravi sarebbe avvenuto nella notte del 21 giugno a Calcio. Dopo una segnalazione arrivata da un cittadino, i carabinieri sono intervenuti trovando la ventenne in forte stato di agitazione e con evidenti segni sul volto compatibili con una precedente aggressione.
La giovane è stata accompagnata all’ospedale di Chiari per ricevere le cure necessarie, mentre i militari hanno attivato il protocollo del “codice rosso”, previsto per i casi di violenza contro persone vulnerabili.
La segnalazione è stata quindi trasmessa all’autorità giudiziaria per le valutazioni del caso.
Nuove minacce davanti ai carabinieri
Secondo l’accusa, però, gli episodi non si sarebbero fermati dopo il primo intervento delle forze dell’ordine.
Un nuovo episodio sarebbe avvenuto all’alba del 28 giugno all’esterno di un locale pubblico, dove il 35enne avrebbe nuovamente aggredito la compagna davanti ad alcune persone presenti. La situazione sarebbe stata interrotta grazie all’intervento di un amico della ragazza, che avrebbe contribuito a metterla al sicuro.
Poco dopo, sempre secondo la ricostruzione investigativa, l’uomo avrebbe rivolto ulteriori minacce alla giovane anche in presenza dei carabinieri intervenuti sul posto.
Durante una successiva perquisizione nell’abitazione del 35enne sarebbero state inoltre trovate alcune armi ad aria compressa, smontate e conservate all’interno di un armadio.
La misura cautelare decisa dal giudice
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa.
L’indagato dovrà mantenere una distanza minima di mille metri dalla vittima, dalla sua abitazione e dal luogo di lavoro, oltre a non poter avere contatti telefonici o telematici con la giovane.
Dopo il rifiuto dell’uomo di utilizzare il braccialetto elettronico previsto per il controllo della misura, il giudice ha disposto anche il divieto di dimora nel Comune dove risiede la vittima.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. L’indagato resta quindi presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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