Bimba morta in piscina, eseguita l’autopsia su Alice Ferrari

L'esame è stato svolto all'ospedale Gaslini. La consulenza sarà depositata entro 60 giorni. La famiglia ha autorizzato la donazione di reni e fegato

Alice Ferrari

Proseguono le indagini sulla morte di Alice Ferrari, la bambina di 11 anni deceduta all’ospedale Gaslini di Genova dopo il grave incidente avvenuto nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante, dove era rimasta incastrata con i capelli nel sistema di aspirazione dell’acqua.

Nella giornata di martedì 21 luglio è stata eseguita l’autopsia sul corpo della piccola, un accertamento disposto dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta aperta per fare piena luce sulle cause della tragedia.

L’esame autoptico è stato affidato al medico legale Sara Lo Pinto, incaricata dal pubblico ministero Fabrizio Givri. Alle operazioni hanno partecipato anche i consulenti nominati dalle parti coinvolte nell’indagine, tra cui quelli della famiglia della bambina e dei gestori dello stabilimento balneare.

I titolari dei Bagni Segesta risultano indagati per omicidio colposo, un atto dovuto per consentire lo svolgimento di tutti gli accertamenti tecnici necessari a ricostruire quanto accaduto.

La relazione conclusiva del medico legale dovrà essere depositata entro 60 giorni e rappresenterà un elemento fondamentale per chiarire le circostanze del decesso.

La famiglia di Alice ha inoltre scelto di autorizzare la donazione degli organi, un gesto di grande generosità compiuto nonostante il dolore per la perdita della figlia. Per consentire l’esecuzione dell’autopsia è stato possibile procedere immediatamente soltanto con l’espianto di reni e fegato, mentre cuore e polmoni sono rimasti a disposizione degli specialisti incaricati degli accertamenti.

Nel frattempo, la piscina dove si è verificato l’incidente resta sotto sequestro. Gli investigatori stanno cercando di comprendere come sia stato possibile che una bambina perdesse la vita in una vasca profonda circa un metro.

La causa del decesso è stata ricondotta all’annegamento, ma rimangono ancora da chiarire le modalità con cui i capelli della bambina siano rimasti bloccati nel sistema di aspirazione.

Tra gli accertamenti che potrebbero essere disposti figura una perizia tecnica sull’impianto di aspirazione della piscina, con particolare attenzione al funzionamento della pompa e ai dispositivi di sicurezza presenti al momento dell’incidente.

L’inchiesta prosegue quindi con l’obiettivo di ricostruire ogni fase della vicenda e verificare eventuali responsabilità nella gestione dell’impianto.

Redazione

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