Le opere definitive prendono forma dopo due anni
A quasi due anni dall’alluvione che colpì il Morla, il tratto di via Maironi da Ponte continua a mostrare i segni dell’emergenza. Lungo la sponda del torrente sono ancora presenti i sacchi di juta riempiti di sabbia, collocati subito dopo l’esondazione come soluzione temporanea per contenere il cedimento dell’argine. Il tempo e gli agenti atmosferici hanno deteriorato le barriere provvisorie, ormai consumate e in parte ricoperte dalla vegetazione, diventate il simbolo di una ricostruzione ancora incompleta.
U rilievi tecnici per la progettazione
L’amministrazione comunale ha avviato un passaggio fondamentale per la realizzazione delle opere definitive, affidando l’incarico per un rilievo topografico destinato a ricostruire con precisione le caratteristiche delle sponde e dell’alveo del Morla nel tratto interessato.
L’attività consentirà di sviluppare il progetto relativo all’adeguamento delle opere di presidio idraulico esistenti tra Valtesse e viale Giulio Cesare, intervento finanziato da Regione Lombardia con uno stanziamento di 1,5 milioni di euro.
Progetto finanziato dalla Regione: lavori entro il 2027
L’Ufficio territoriale regionale ha individuato il Comune come stazione appaltante e soggetto attuatore dell’intervento.
La progettazione è stata affidata all’ingegnere Giuseppe Pasinetti, mentre il rilievo topografico sarà eseguito dallo Studio Caccia di San Paolo d’Argon. L’obiettivo fissato dalle amministrazioni prevede il completamento delle opere entro il 2027.
Lo studio sul bacino del Morla e del Tremana
Il dirigente dell’Ufficio territoriale regionale, Fabio Lombardi, ha spiegato che è in corso uno studio dedicato ai torrenti Morla e Tremana. Per il tratto di via Maironi da Ponte sono già disponibili i dati necessari per sviluppare una progettazione dettagliata, utile a definire con precisione gli interventi da eseguire.
Secondo quanto illustrato dal dirigente, il progetto comprenderà il riassetto dell’alveo e l’adeguamento delle opere esistenti in funzione della massima portata del torrente, con l’obiettivo di incrementare la sicurezza idraulica dell’area.
Interventi mirati nelle zone più esposte
L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Ferruccio Rota, ha confermato che il progetto interessa alcuni punti particolarmente critici del corso del torrente. I rilievi tecnici serviranno a definire con precisione le opere necessarie per consolidare le sponde e ridurre il rischio di future esondazioni lungo il tracciato del Morla.
I residenti w i segni dell’alluvione
L’esondazione aveva provocato ingenti danni alle due palazzine affacciate sul torrente. La piena aveva invaso garage, cantine e spazi comuni, sommergendo automobili, motocicli, mobili, elettrodomestici, documenti, attrezzature di lavoro, fotografie, vestiti e numerosi beni custoditi nei locali interrati.
Le recinzioni che separavano le proprietà non sono mai state ricostruite dopo essere state trascinate via dalla forza dell’acqua. Davanti agli accessi dei garage, invece, sono ancora installate le paratie metalliche acquistate direttamente dai residenti per proteggere gli immobili in caso di nuove piene.
La solidarietà del quartiere durante l’emergenza
Nei giorni successivi all’alluvione il quartiere si trasformò in un grande cantiere spontaneo. I residenti, insieme a volontari, amici e cittadini, lavorarono per rimuovere il fango e recuperare quanto possibile.
Per diversi giorni i cortili ospitarono cumuli di mobili distrutti, elettrodomestici, scatoloni e oggetti irrimediabilmente danneggiati, destinati allo smaltimento dopo essere stati recuperati dai locali allagati.
Le testimonianze ricordano una giornata difficile
Tra i residenti rimane vivo il ricordo di quella giornata. Maria Grazia Seminati ha ricordato di avere impiegato una settimana per svuotare il garage e di avere perso mobili, vestiti e numerosi oggetti personali, mentre molti abitanti del quartiere hanno visto andare distrutte anche automobili e motocicli. Ha inoltre evidenziato che i risarcimenti ricevuti sono stati limitati e ha espresso l’auspicio che le future opere prevedano argini più alti per impedire nuove esondazioni.
Un’altra residente ha raccontato che nei garage interrati sono ancora evidenti i segni dell’umidità lasciati dall’acqua sulle pareti, testimonianza concreta dei danni provocati dall’alluvione.
La pulizia dell’alveoÂ
Prima dell’avvio della progettazione definitiva è stata completata la pulizia dell’alveo del Morla, eseguita nel corso del 2025 da Ponteranica e, nel tratto cittadino, in gran parte dal Consorzio di Bonifica su incarico della Regione.
L’intervento ha consentito di rimuovere grandi quantità di tronchi, rami, vegetazione e rifiuti accumulati nel corso d’acqua, materiali che avevano contribuito ad aggravare l’esondazione durante l’alluvione.
Il piano per aumentare la sicurezza idraulica della cittÃ
L’intervento previsto in via Maironi da Ponte rientra in un programma più ampio di opere dedicate al rafforzamento della sicurezza idraulica cittadina dopo l’alluvione.
Tra gli interventi già avviati figura anche lo scolmatore del torrente Tremana in viale Giulio Cesare, infrastruttura progettata per intercettare parte delle acque di piena e contribuire a ridurre il rischio di esondazioni lungo il corso del torrente.
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