Covo, arrestato nel Regno Unito il presunto autore del duplice omicidio

Il 29enne, ricercato dallo scorso aprile, è stato fermato a Birmingham. È accusato dell'uccisione di due uomini e del tentato omicidio di una terza persona davanti al tempio sikh.

Carabinieri

Si è conclusa a Birmingham, nel Regno Unito, la fuga del 29enne cittadino indiano ritenuto il presunto responsabile del duplice omicidio avvenuto nella notte del 17 aprile 2026 a Covo, in provincia di Bergamo. L’uomo è stato rintracciato e arrestato dalle autorità britanniche nell’ambito di un’attività investigativa coordinata a livello internazionale.

Il giovane era destinatario di un mandato di arresto emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bergamo, su richiesta della Procura, con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Rajinder Singh, 47 anni, e Gurmit Singh, 48 anni, oltre che di tentato omicidio nei confronti di Suchet Singh, rimasto ferito durante l’agguato.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Bergamo e le autorità britanniche, supportata dai canali internazionali di cooperazione tra le forze di polizia.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la sparatoria si verificò davanti al centro culturale sikh “Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji” di via Campo Rampino, dove erano in corso i preparativi per la tradizionale festa del Vaisakhi. Il presunto aggressore avrebbe raggiunto il luogo a bordo della propria auto e avrebbe aperto il fuoco contro le persone presenti, esplodendo numerosi colpi di pistola a distanza ravvicinata.

Rajinder Singh fu colpito mortalmente da sette proiettili, mentre Gurmit Singh venne raggiunto da sei colpi. Anche una terza persona fu bersaglio degli spari, ma riuscì a sopravvivere all’attacco. Dopo l’agguato, il sospettato si sarebbe allontanato rapidamente, abbandonando successivamente il veicolo utilizzato per la fuga nel territorio di Calcio.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo hanno consentito di ricostruire i fatti attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, le testimonianze raccolte e numerosi accertamenti investigativi eseguiti all’interno della comunità sikh della Bassa Bergamasca.

Gli inquirenti ritengono che il movente sia legato a forti contrasti interni per la gestione del centro culturale di Covo. Le tensioni sarebbero emerse durante il rinnovo degli organi direttivi dell’associazione, dando origine a conflitti, minacce e reciproche denunce tra gruppi contrapposti. Secondo l’ipotesi investigativa, anche il ruolo ricoperto in passato da Rajinder Singh nella guida del centro avrebbe contribuito ad alimentare il clima di scontro.

Dopo aver lasciato l’Italia, il ricercato avrebbe trovato inizialmente rifugio in Francia per poi trasferirsi nel Regno Unito, stabilendosi a Birmingham. Le attività di localizzazione sono state condotte anche attraverso i canali di cooperazione internazionale Sirene ed Enfast, la rete europea specializzata nella ricerca dei latitanti.

Il 29enne si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria britannica, in attesa della conclusione della procedura prevista per la consegna all’Italia. Nel frattempo, le indagini proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone che potrebbero aver favorito la sua fuga all’estero dopo il duplice omicidio.

 

Redazione

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