“Il nuovo Robin Hood… al contrario”: la dura campagna contro il sindaco
È scontro politico a Gandino attorno a una locandina diffusa dalla Lega Valgandino e condivisa sui social, anche nel gruppo Facebook “Sei di Gandino se…”. Il manifesto, dai toni fortemente critici, prende di mira il sindaco Filippo Servalli con il titolo provocatorio: “Servalli… il ‘nuovo’ Robin Hood… al contrario!!!”.
La Lega accusa il primo cittadino di aver avviato una procedura di esproprio nei confronti di una cittadina anziana, utilizzando come messaggio principale la frase: “Ora espropria casa ai vecchietti”.
Secondo quanto riportato nella locandina, il sindaco, descritto come “un uomo da quasi 100.000 euro all’anno”, dopo aver promosso una procedura di esproprio relativa a una sorgente, avrebbe successivamente disposto un nuovo provvedimento riguardante l’abitazione di una donna classe 1941.
L’accusa della Lega: “Quale funzionalità sociale ha una casa privata?”
Nel manifesto viene citata un’ordinanza sindacale, indicata come ordinanza numero 21, con cui – secondo la ricostruzione della Lega – sarebbe stato intimato alla proprietaria di ripristinare la “funzionalità sociale” della propria abitazione.
La domanda posta dalla locandina è polemica: “Ma quale funzionalità sociale ha la sua casa, se è un bene privato???”.
La Lega Valgandino parla di una scelta ritenuta ingiusta nei confronti di una persona anziana e lancia un appello ai cittadini: “A chi vuole regalarla???”, invitando i gandinesi a prestare attenzione a future decisioni amministrative.
Il confronto sui social e la replica indiretta dei cittadini
La pubblicazione ha generato discussione sul gruppo Facebook “Sei di Gandino se…”. Diversi utenti hanno contestato il contenuto della locandina, pubblicando l’ordinanza sindacale completa e invitando a considerare l’intero testo del provvedimento.
La vicenda resta quindi al centro del dibattito politico locale, tra le accuse della Lega al sindaco Servalli e il confronto tra cittadini sui contenuti dell’atto amministrativo.
Molti altri hanno decisamente puntato il dito contro la Lega, accusata di campagna elettorale perenne e di scarsa credibilità. La discussione resta quindi aperta tra accuse politiche e richieste di maggiore chiarezza sui contenuti dell’atto amministrativo citato nella locandina.


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