Treni regionali, a maggio disservizi per uno su dieci: tornano i bonus pendolari

I ritardi e le cancellazioni colpiscono diverse linee ferroviarie lombarde: quattro tratte bergamasche superano la soglia prevista per l’indennizzo, mentre Trenord attribuisce gran parte delle criticità agli scioperi di maggio

Trenord

Disservizi ferroviari, a maggio il ritorno dei bonus

Quasi un treno regionale su dieci, nel mese di maggio, non ha rispettato gli standard previsti: il convoglio è stato cancellato totalmente o parzialmente oppure è arrivato con un ritardo superiore ai 15 minuti. Dopo due mesi di relativa stabilità, definiti una «tregua», tornano quindi i bonus pendolari destinati agli abbonati delle linee maggiormente colpite dai disagi.

Secondo i dati diffusi da Trenord, società che gestisce il servizio ferroviario regionale lombardo, l’impatto principale sarebbe arrivato da due scioperi che hanno condizionato la circolazione. Dopo marzo e aprile, chiusi senza riconoscimenti per le linee della provincia di Bergamo, maggio ha invece portato al riconoscimento dell’indennizzo per quattro collegamenti orobici.

Nel complesso, le otto direttrici ferroviarie che attraversano il territorio bergamasco hanno registrato criticità sul 9,24% delle corse, una percentuale leggermente inferiore rispetto alla media generale della rete Trenord, pari al 9,47%.

Come viene calcolato il parametro per l’indennizzo

L’indice utilizzato per stabilire l’accesso al bonus comprende la somma delle soppressioni totali, delle cancellazioni parziali e dei treni arrivati con almeno 15 minuti di ritardo. Il valore viene poi rapportato al numero complessivo dei convogli programmati nel mese di riferimento.

Quando il livello di disservizio supera la soglia del 10%, scatta il diritto all’indennizzo per gli abbonati delle linee interessate.

A maggio sono state considerate non conformi, ovvero «bocciate», alcune tratte locali: la Treviglio-Milano-Varese via Passante, con il 12,40% di disservizi; la Treviglio-Milano-Novara via Passante, con il 12,39%; la Bergamo-Milano via Carnate, con il 10,89%; e la Cremona-Treviglio, con il 10,43%.

Sono invece risultate entro i parametri la Lecco-Bergamo-Brescia, con il 5,79% di criticità; la Bergamo-Treviglio, con il 5,80%; la Bergamo-Milano via Pioltello, con il 7,09%; e la Verona-Brescia-Treviglio-Milano, che ha raggiunto il 9,15%.

Gennaio il mese più difficile per i pendolari bergamaschi

Per trovare un periodo ancora più problematico bisogna tornare a gennaio, considerato il mese più negativo per i pendolari della provincia di Bergamo. In quell’occasione cinque linee avevano superato i limiti previsti dagli indicatori di puntualità.

Nei primi cinque mesi del 2026, sommando i diversi riconoscimenti mensili, le linee ferroviarie bocciate sono state complessivamente 12, mentre nell’intero 2025 erano state dieci.

La situazione difficile non ha riguardato soltanto il territorio bergamasco. A maggio, infatti, in tutta la Lombardia il rimborso ha coinvolto 16 tratte su 39.

Anche l’abbonamento integrato «Io viaggio ovunque in Lombardia», conosciuto come «Ivol», ha rischiato di rientrare tra i servizi interessati dall’indennizzo. Il sistema, che permette di utilizzare tutti i mezzi del trasporto pubblico locale, ha registrato disagi pari al 9,47%, rimanendo per poco sotto il limite previsto dalla normativa.

L’incidenza degli scioperi di maggio

Sul motivo dei numerosi disservizi, Trenord ha spiegato che gli scioperi hanno avuto un ruolo determinante. L’azienda ha dichiarato che «a maggio hanno inciso significativamente sul riconoscimento dell’indennizzo i due scioperi indetti nei giorni 17-18 e 28-29 del mese, che hanno causato la soppressione totale e la limitazione di percorso di oltre 2800 corse complessive».

Durante quelle giornate la circolazione ferroviaria è rimasta fortemente rallentata e, su alcune linee, il numero delle cancellazioni ha modificato sensibilmente i dati complessivi del mese.

Secondo quanto precisato dalla stessa Trenord, «escludendo l’impatto dei due scioperi, avrebbe maturato diritto all’indennizzo una sola direttrice».

I pendolari e il rimborso previsto

Come già avvenuto in passato, il bonus non viene riconosciuto automaticamente: saranno gli stessi pendolari interessati a dover presentare richiesta seguendo le procedure stabilite.

Le modalità per ottenere l’indennizzo restano quelle già in vigore e sono disponibili attraverso il sito ufficiale di Trenord.

Redazione

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