Brembo e Serio in emergenza idrica: ai minimi dal 2022

Brembo e Serio in emergenza idrica: la Lombardia affronta una nuova fase di siccità. La portata è attualmente a meno della metà: la crisi è peggiore del 2022

Crisi dei corsi d’acqua bergamaschi 

Brembo e Serio risultano tra i fiumi della Lombardia maggiormente colpiti dalla siccità. I livelli registrati sono peggiori rispetto a quelli del 2022, anno già segnato da una forte emergenza idrica. A evidenziare la situazione è stato Mario Reduzzi, direttore generale del Consorzio di bonifica della Media Pianura bergamasca e direttore di Anbi Lombardia (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari), che ha spiegato come i due corsi d’acqua, insieme al Ticino, siano attualmente tra quelli con maggiori difficoltà nella regione.

I fiumi Brembo e Serio rappresentano una risorsa fondamentale per l’agricoltura della pianura bergamasca, in particolare per le aree della Bassa bergamasca, dove l’acqua viene utilizzata per le attività irrigue.

Livelli idrometrici ai minimi

I dati registrati sabato 1° agosto hanno confermato una situazione critica. Il livello idrometrico del Brembo a Camerata Cornello ha raggiunto quota +16 centimetri, rispetto ai +22,4 centimetri rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente. Al ponte di Briolo, nel territorio di Brembate Sopra, il livello è arrivato a +88 centimetri, mentre nel 2025 era pari a +104 centimetri.

Anche il Serio ha mostrato valori inferiori rispetto all’anno precedente. A Cene, il fiume si è trovato 16 centimetri sotto il livello idrometrico convenzionale di riferimento, mentre nel 2025 lo scarto era stato di 10 centimetri.

La riduzione delle portate ha interessato soprattutto il Brembo: a Camerata Cornello la disponibilità d’acqua è scesa a 2,4 metri cubi al secondo, con una diminuzione del 50% negli ultimi dieci giorni secondo i dati di Arpa Regione Lombardia.

Via al razionamento per l’irrigazione

La situazione dei due fiumi è stata descritta da Reduzzi come più grave rispetto al 2022, anche perché le temperature attuali sono risultate più elevate e le riserve presenti nelle dighe sono inferiori rispetto al passato.

Il direttore del Consorzio di Bonifica ha spiegato che l’ente mantiene un confronto costante con Enel e con le altre società responsabili della gestione degli impianti idroelettrici. Gli operatori hanno garantito finché possibile il rilascio di acqua anche per l’irrigazione agricola, ma la situazione dei laghi di montagna è diventata progressivamente più complessa.

Le conseguenze hanno coinvolto direttamente l’agricoltura della pianura. Sabato 1° agosto è iniziato il razionamento delle acque derivate dal Serio, con una distribuzione alternata delle risorse nelle diverse zone servite. In assenza di precipitazioni, lo stesso provvedimento riguarda anche il Brembo a partire da sabato 8 agosto.

Interventi già realizzati e nuove strategie 

Secondo Mario Reduzzi, alcuni interventi effettuati negli anni precedenti hanno contribuito a limitare gli effetti dell’emergenza. Sono risultati fondamentali i lavori di ripristino degli impianti irrigui di Zanica e Bagnatica e dei pozzi situati a Caravaggio, finanziati attraverso il Piano di sviluppo rurale e il Pnrr.

Il direttore di Anbi Lombardia ha però sottolineato la necessità di programmare interventi strutturali per garantire una maggiore disponibilità idrica nel futuro.

Il recupero del Bernigolo e il progetto per Albino

Per il ramo del Brembo, Reduzzi ha indicato come prioritaria la riqualificazione del lago del Bernigolo, situato a Moio. Il bacino ha perso capacità a causa dell’accumulo di terra e in passato era stato elaborato un progetto insieme a Enel per il suo recupero.

L’intervento non era stato realizzato dopo il ritrovamento di rifiuti speciali nell’area. Nelle ultime settimane il tema del ripristino del Bernigolo è tornato al centro dell’attenzione: Enel, Regione Lombardia e Comune di Moio hanno avviato un confronto in vista della scadenza della concessione affidata a Enel, con l’obiettivo di valutare modalità e tempi per il recupero del bacino.

Per il Serio esiste invece da tempo un progetto relativo alla costruzione di vasche di accumulo ad Albino. L’intervento, inizialmente stimato in 18 miliardi di vecchie lire, oggi avrebbe un costo previsto di circa 50 milioni di euro.

Nuovi bacini e dighe per il futuro

Tra le soluzioni indicate rientra anche la realizzazione di nuove dighe e bacini artificiali. Reduzzi ha evidenziato la necessità di superare le resistenze legate alla costruzione di nuove infrastrutture idriche.

Già negli anni Ottanta era stata proposta la realizzazione di un nuovo sbarramento a Valzurio, progetto sostenuto positivamente da approfondimenti geologici. L’opera, tuttavia, non è mai stata realizzata.

La crisi del Brembo e del Serio conferma quindi la necessità di interventi programmati per aumentare la capacità di accumulo delle risorse idriche e garantire continuità all’agricoltura della provincia di Bergamo.

Redazione

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