La ricostruzione dell’incidente a Osio Sopra
Il Tribunale ha ricostruito le responsabilità legate all’incidente avvenuto il 30 maggio 2022 presso l’asilo di Osio Sopra, dove durante un’attività di orienteering rimasero coinvolti cinque bambini e tre genitori presenti alla giornata.
L’episodio si verificò quando da un braciere utilizzato nell’attività si svilupparono improvvisamente delle fiamme dopo che un papà aveva spruzzato del bioetanolo al suo interno. Le conseguenze furono particolarmente gravi: cinque bambini riportarono ustioni, di cui due in condizioni gravissime, insieme a tre papà.
Secondo quanto stabilito nelle motivazioni della sentenza, le «condotte omissive delle imputate» avrebbero avuto un rapporto diretto con l’accaduto. In particolare, il mancato controllo sull’accesso, sui materiali introdotti e sull’utilizzo del fuoco avrebbe favorito la nascita e lo sviluppo incontrollato del rischio.
La condanna della maestra e della coordinatrice dell’asilo
Dopo la condanna definitiva con rito abbreviato del papà che materialmente aveva provocato la fiammata, il Tribunale di primo grado ha condannato anche la maestra e la coordinatrice della struttura.
La docente ha ricevuto una condanna a due anni, mentre la coordinatrice è stata condannata a un anno e dieci mesi, entrambe con pena sospesa.
Le accuse riguardavano lesioni colpose gravi e gravissime, oltre alla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. Tali norme, nel contesto scolastico, prevedono che anche gli alunni siano destinatari della tutela prevista in materia di sicurezza.
La giudice Laura Garufi ha spiegato nelle motivazioni della sentenza come si siano configurate le responsabilità colpose, ricostruendo quanto emerso durante il dibattimento.
Il progetto del papà e la mancata valutazione dei rischi
All’origine dell’attività vi era un progetto presentato da un papà alla maestra, nel quale l’ultima tappa del percorso di orienteering era rappresentata graficamente con un braciere.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, l’insegnante, pur essendo a conoscenza almeno della distribuzione dei marshmallow prevista nell’attività, avrebbe approvato il progetto senza un confronto chiaro e specifico con il genitore sulle modalità di realizzazione.
Alcuni elementi del progetto erano stati successivamente eliminati perché considerati pericolosi. Tuttavia, secondo il Tribunale, non sarebbe stata effettuata una valutazione adeguata dei possibili rischi collegati all’utilizzo del fuoco.
Le motivazioni della sentenza sulla sicurezza
La maestra e la coordinatrice avrebbero interpretato l’iniziativa secondo una logica esclusivamente pedagogica e simbolica, senza considerare che una persona esterna priva di competenze specifiche in ambito educativo e prevenzionistico avrebbe potuto realizzare concretamente quanto indicato nel progetto.
Le motivazioni sottolineano che proprio l’assenza di competenze specifiche del soggetto esterno avrebbe dovuto determinare una maggiore attenzione nella gestione dell’attività e nelle verifiche preventive.
Il Tribunale ha evidenziato inoltre che la coordinatrice avrebbe dovuto predisporre procedure di controllo sugli accessi e sui materiali introdotti per lo svolgimento dell’iniziativa, mentre l’insegnante avrebbe dovuto garantire la vigilanza prevista dai propri obblighi.
Secondo la giudice, se fossero state applicate tali misure di controllo e sorveglianza, l’evento non si sarebbe verificato, poiché proprio le ustioni riportate dai minori rappresentavano il tipo di conseguenza che le norme violate erano destinate a prevenire.
Le responsabilità individuate dalla sentenza
La decisione del Tribunale evidenzia quindi come la mancata prevenzione e il mancato controllo abbiano avuto un ruolo determinante nell’incidente dell’asilo di Osio Sopra.
Le condanne hanno riconosciuto una responsabilità legata non all’azione materiale che provocò le fiamme, ma alla mancata adozione delle necessarie misure di sicurezza per impedire che una situazione rischiosa potesse trasformarsi in un evento dalle conseguenze così gravi.
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