Il problema non riguarderebbe una singola serata, ma una situazione che, secondo alcuni abitanti, si ripete da anni nel quartiere Malpensata di Bergamo. Musica ad alto volume, canti, fischietti e schiamazzi provenienti dal piazzale vicino al parco Olmi, in via Zanica, avrebbero spinto un gruppo di residenti a rivolgersi direttamente alla comunità boliviana cittadina.
Dopo le ripetute segnalazioni a polizia e polizia locale, gli abitanti hanno scelto la strada di una lettera aperta. L’obiettivo dichiarato è chiedere che i ritrovi vengano trasferiti in spazi considerati maggiormente compatibili con le attività musicali e con la necessità di tutelare il riposo di chi vive negli edifici circostanti.
Il disagio segnalato dai residenti della Malpensata
Secondo quanto riportato dagli abitanti, i ritrovi inizierebbero intorno alle 18 e in alcune occasioni continuerebbero fino a tarda notte. A creare le maggiori difficoltà sarebbero soprattutto il volume della musica e il rumore prodotto da canti e fischietti.
Una situazione che, sempre secondo i firmatari della lettera, avrebbe conseguenze sulla quotidianità delle persone che vivono nella zona. Il riferimento è in particolare a lavoratori che devono alzarsi presto, famiglie con bambini e anziani.
Il messaggio scelto per sintetizzare la protesta è particolarmente diretto: «Voi ballate, noi abitiamo».
Gli abitanti spiegano di aver inizialmente cercato di convivere con la situazione, confidando in una riduzione spontanea dei rumori. Con il passare del tempo, tuttavia, il problema sarebbe diventato sempre più difficile da sopportare.
La lettera esclude motivazioni legate alle origini
Come sottolinea PrimaBergamo, un passaggio centrale della comunicazione riguarda la volontà dei residenti di distinguere il problema della quiete pubblica dall’origine delle persone che partecipano ai ritrovi.
Gli autori precisano che la contestazione non è rivolta alla comunità boliviana in quanto tale, né alle sue tradizioni culturali. Nella lettera viene anzi espresso rispetto per una cultura descritta come caratterizzata da storia, folklore, condivisione e forte senso comunitario.
La richiesta riguarda esclusivamente le modalità e soprattutto gli orari con cui verrebbero organizzati gli incontri nel piazzale di via Zanica.
Secondo i residenti, infatti, il diritto a incontrarsi e a trascorrere momenti di socialità dovrebbe essere conciliato con il diritto al riposo di chi abita nelle case immediatamente vicine.
La proposta: trovare altri spazi per musica e balli
La lettera non contiene soltanto la segnalazione del problema. Gli abitanti avanzano anche alcune possibili alternative, chiedendo di trasferire gli appuntamenti in luoghi ritenuti più adatti ad accogliere musica, balli e gruppi numerosi.
Tra le possibilità indicate vengono citati parchi, sale dedicate e spazi destinati agli eventi. I residenti fanno inoltre riferimento al piazzale del mercato nei pressi della Coop e al parcheggio del centro Galassia come esempi di luoghi che, a loro giudizio, potrebbero essere valutati.
L’intenzione è quindi quella di trovare una soluzione che permetta lo svolgimento delle attività senza concentrare per diverse ore rumori e musica immediatamente sotto le abitazioni.
Le segnalazioni a polizia e polizia locale
La vicenda non sarebbe nuova alle autorità. Nella ricostruzione fornita dagli abitanti si parla infatti di ripetuti contatti con polizia e polizia locale, ai quali sarebbe stato segnalato nel tempo il disagio.
Nonostante gli interventi richiesti, il problema non avrebbe ancora trovato una soluzione definitiva. Da qui la decisione di cambiare approccio e rivolgersi direttamente alle persone che frequentano il piazzale.
Nella parte conclusiva della lettera viene chiesto il rispetto delle normali regole di convivenza e viene auspicata una soluzione senza la necessità di ulteriori interventi delle autorità, già interessate dalle precedenti segnalazioni.
Convivenza e riposo al centro della richiesta
Il caso di via Zanica mette dunque al centro la gestione degli spazi condivisi in un quartiere densamente abitato. Da una parte ci sono attività di aggregazione e socialità, dall’altra le esigenze di chi vive a pochi metri dal luogo scelto per gli incontri.
I residenti chiedono che la questione venga affrontata intervenendo principalmente sulla localizzazione dei ritrovi e sulla rumorosità nelle ore serali e notturne.
Il messaggio indirizzato alla comunità boliviana punta quindi a ottenere un cambiamento delle abitudini senza trasformare la vicenda in una contrapposizione legata alla provenienza. Il nodo sollevato dagli abitanti resta quello del rumore e della possibilità di riposare nelle proprie case, dopo che le precedenti segnalazioni alle forze dell’ordine non avrebbero prodotto, secondo quanto riferito, una soluzione duratura.
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