Lurano, panificio danneggiato a Ferragosto: vetrina sfondata all’alba

Amara scoperta per i titolari dell’attività di via Mazzini: nessuno sarebbe entrato nel negozio e non risulterebbe rubato nulla. I carabinieri indagano per capire se si sia trattato di vandalismo o di un tentativo di furto

Carabinieri

Una mattina di Ferragosto iniziata con una spiacevole sorpresa per i proprietari di un panificio di Lurano, nella Bergamasca. La porta a vetri dell’attività commerciale di via Mazzini è stata trovata completamente sfondata, con i frammenti sparsi davanti all’ingresso. Al momento non è ancora chiaro se dietro l’episodio ci sia un gesto vandalico oppure un tentativo di furto non portato a termine.

A fare la scoperta sono stati Gianmario Arrigoni e la moglie, titolari dell’omonimo panificio al civico 31. Un episodio che assume per loro un significato ancora più amaro considerando che tra circa due settimane l’attività dovrebbe chiudere definitivamente per il pensionamento dei proprietari.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Fara Gera d’Adda, ai quali spetterà ricostruire quanto accaduto nella mattinata di sabato 15 agosto.

La vetrina era ancora intatta alle 7

Un elemento importante per circoscrivere temporalmente l’accaduto arriva proprio dalla moglie del titolare. La donna ha spiegato di essere passata davanti al negozio intorno alle 7 e di aver visto la vetrina ancora integra.

Quando i proprietari sono tornati sul posto, all’incirca due ore più tardi, la situazione era completamente cambiata: il vetro della porta era stato mandato in frantumi.

A restringere ulteriormente la possibile fascia oraria è la testimonianza di una residente della zona, che avrebbe riferito di aver sentito un forte boato intorno alle 8. Saranno ora gli accertamenti dei militari a verificare se quel rumore possa essere direttamente collegato al danneggiamento.

I titolari, dopo essersi accorti di quanto accaduto, hanno immediatamente contattato le forze dell’ordine.

Nessun oggetto sarebbe stato rubato

Nonostante il grave danneggiamento all’ingresso, dalle prime verifiche emergerebbe un particolare significativo: chi ha infranto il vetro non sarebbe entrato nel panificio.

All’interno dell’attività non risulterebbe infatti sottratto nulla. Proprio questa circostanza lascia aperte differenti possibilità sulla natura dell’episodio.

Una delle ipotesi è quella di un tentativo di intrusione interrotto prima dell’ingresso nel locale. Chi ha colpito la porta potrebbe avere cercato di entrare per rubare, salvo poi rinunciare per motivi ancora sconosciuti.

L’altra possibilità è che l’obiettivo fosse esclusivamente danneggiare l’attività. Al momento, però, non esistono elementi sufficienti per stabilire con certezza quale delle due ricostruzioni sia corretta.

Lo stesso titolare ha manifestato sorpresa per l’accaduto, spiegando di non riuscire a comprendere se possa essersi trattato di un gesto rivolto specificamente contro di loro oppure dell’azione di qualcuno intenzionato a introdursi nel negozio.

L’amarezza dei proprietari vicini alla pensione

Il danneggiamento arriva in un momento particolare nella storia del panificio. Gianmario Arrigoni e la moglie hanno infatti programmato la chiusura dell’attività tra circa due settimane, quando inizieranno la pensione.

Trovarsi a fare i conti con una porta distrutta proprio negli ultimi giorni di apertura ha aumentato inevitabilmente l’amarezza dei proprietari.

Nonostante l’entità del danno, la mancata intrusione avrebbe almeno evitato conseguenze ulteriori all’interno del locale. In attesa degli sviluppi investigativi, l’ingresso danneggiato è stato provvisoriamente chiuso utilizzando alcuni pannelli, così da impedire l’accesso di persone estranee e mettere in sicurezza l’attività.

Indagini complicate dall’assenza di telecamere

Uno degli aspetti che potrebbe rendere più difficile l’identificazione dell’autore è l’assenza di sistemi di videosorveglianza. Né il panificio né l’area immediatamente circostante disporrebbero infatti di telecamere utili a riprendere direttamente il momento del danneggiamento.

Gli investigatori dovranno quindi partire dagli elementi raccolti sul posto e dalle eventuali testimonianze di chi si trovava nella zona durante la mattinata.

La testimonianza relativa al forte rumore avvertito attorno alle 8 potrebbe contribuire a definire con maggiore precisione l’orario dell’episodio. Dovrà inoltre essere verificata l’eventuale presenza di altri elementi utili nelle strade circostanti.

Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Stazione di Fara Gera d’Adda, intervenuti subito dopo la segnalazione dei proprietari.

Vandalismo o tentato furto, resta il punto interrogativo

Il principale interrogativo riguarda dunque il movente. Il fatto che nessuno sia apparentemente riuscito a entrare e che non manchi nulla impedisce, almeno in questa fase, di ricondurre con certezza l’accaduto a un tentativo di furto.

Allo stesso tempo, non è possibile stabilire se la vetrina sia stata deliberatamente presa di mira con il solo scopo di provocare un danno.

Sarà il lavoro dei carabinieri a cercare di chiarire la dinamica e individuare eventuali responsabilità. Per i proprietari rimane intanto il danno materiale e l’amarezza di un episodio avvenuto proprio a Ferragosto, a pochissimo tempo dalla conclusione della loro lunga esperienza professionale.

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