Proseguono a Bergamo gli accertamenti sul ritrovamento di resti ossei umani in Borgo Santa Caterina, scoperti durante i lavori di ristrutturazione di un locale. Tra i reperti recuperati dagli investigatori figura anche un teschio, mentre resta ancora completamente da chiarire a chi appartenessero le ossa e soprattutto a quale epoca risalgano.
La scoperta è avvenuta nella mattinata di lunedì 24 agosto all’interno dell’ex Crystal Bar, al civico 20A di via Borgo Santa Caterina. Il locale, chiuso da qualche tempo in seguito a un cambio di gestione, era interessato da un importante intervento di ristrutturazione in vista della futura riapertura.
Sono stati proprio i lavori a riportare alla luce qualcosa rimasto nascosto fino a oggi. Durante le operazioni gli addetti hanno infatti raggiunto il basamento di un vecchio muro in pietra, dove sono comparsi diversi reperti ossei.
Il teschio e le altre ossa nascosti nel vecchio muro
Non sarebbe stato rinvenuto uno scheletro completo e disposto in maniera ordinata. Gli operai si sono trovati invece davanti a diverse ossa separate, tra le quali anche un cranio umano.
Il particolare punto nel quale si trovavano i resti potrebbe spiegare perché non fossero mai stati individuati durante gli anni di attività del locale. La vecchia struttura in pietra era infatti nascosta dietro una muratura realizzata in un periodo successivo. Soltanto l’attuale intervento edilizio ha consentito di raggiungere la parte più antica.
Dopo la segnalazione sono intervenuti gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Bergamo, affiancati dagli specialisti della Polizia Scientifica. Il ritrovamento ha fatto immediatamente scattare una serie di approfondimenti per preservare la zona e recuperare correttamente ogni elemento potenzialmente utile.
Il locale è stato posto sotto sequestro penale su disposizione dell’autorità giudiziaria, permettendo agli investigatori di proseguire le operazioni senza alterazioni dell’area interessata.
Esperte dell’Università di Milano incaricate delle analisi
Una parte fondamentale dell’indagine passerà adesso dagli esami scientifici. La Procura ha coinvolto due antropologhe dell’Università di Milano, arrivate a Bergamo per occuparsi del recupero e della catalogazione dei resti.
Da una primissima valutazione, le ossa sembrerebbero appartenere a una persona adulta e potrebbero essere molto antiche. Al momento, tuttavia, non è possibile stabilire con precisione il periodo al quale risalgano. Tra le possibilità da verificare c’è anche quella che possano essere riconducibili agli anni delle guerre o addirittura a un’epoca precedente.
Saranno quindi gli approfondimenti di laboratorio a fornire indicazioni più affidabili sulla datazione. Molto più complessa potrebbe rivelarsi invece l’eventuale identificazione della persona alla quale appartenevano i reperti.
La Procura apre un fascicolo per omicidio
Sul posto è intervenuto anche il sostituto procuratore Emanuele Marchisio, che coordina gli accertamenti. La Procura procederà con l’apertura di un fascicolo contro ignoti con ipotesi di reato di omicidio.
Si tratta di un passaggio necessario per consentire all’autorità giudiziaria di affidare formalmente gli incarichi agli esperti e svolgere tutti gli accertamenti tecnici richiesti dal caso. L’apertura del fascicolo, dunque, non permette al momento di stabilire né le circostanze della morte né se effettivamente i resti siano collegati a un fatto violento.
Gli investigatori dovranno lavorare parallelamente su due fronti. Da una parte ci saranno gli esami antropologici e scientifici; dall’altra si tenterà di ricostruire la storia dell’edificio e dell’area di Borgo Santa Caterina nella quale sono state trovate le ossa.
Ricerche proseguite martedì 25 agosto
Le attività all’interno del locale non si sono concluse con il primo recupero. Gli accertamenti sono andati avanti per tutta la giornata di lunedì, proseguendo fino alla sera. Le ricerche sono riprese anche nella mattinata di martedì 25 agosto, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di ulteriori reperti.
Soltanto al termine delle operazioni sul posto sarà possibile avere un quadro più completo di ciò che era custodito nella vecchia muratura.
La fase più lunga sarà comunque quella successiva. La datazione dei resti rappresenta uno degli elementi decisivi per indirizzare l’indagine: stabilire se appartengano a un periodo relativamente recente oppure a un’epoca storica molto più lontana potrebbe cambiare radicalmente lo scenario investigativo.
Per il momento, quindi, rimangono aperti numerosi interrogativi. La certezza riguarda il ritrovamento di reperti umani, compreso il teschio, mentre età dei resti, identità della persona e circostanze della morte dovranno essere stabilite attraverso gli approfondimenti disposti dalla Procura.
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