A Carvico cresce l’attenzione attorno al fenomeno dell’utilizzo improprio del protossido d’azoto, conosciuto anche come “gas esilarante”, dopo il ritrovamento di numerose bombolette abbandonate in aree pubbliche del paese. Per contrastare il fenomeno, il sindaco Sergio Locatelli ha firmato un’ordinanza che vieta sul territorio comunale la detenzione e l’utilizzo della sostanza per finalità ricreative, oltre a impedire la vendita e l’acquisto da parte dei minorenni.
Il provvedimento è entrato in vigore immediatamente e resterà valido fino al 31 dicembre. La decisione dell’amministrazione comunale è arrivata dopo una serie di segnalazioni e ritrovamenti effettuati nelle ultime settimane da cittadini e agenti della polizia locale.
In diverse zone del paese, tra cui piazze, strade e parchi pubblici, sono state rinvenute bombolette di diverse dimensioni e residui di palloncini utilizzati per inalare il gas. Secondo il Comune, il fenomeno avrebbe iniziato a coinvolgere soprattutto adolescenti e giovani minorenni, trasformandosi in una pratica sempre più diffusa anche in un centro di piccole dimensioni come Carvico.
Il protossido d’azoto è una sostanza legale e trova impiego in diversi settori, tra cui quello alimentare e medico. Proprio la sua disponibilità e il fatto che non sia classificato come sostanza stupefacente possono contribuire, secondo l’amministrazione, a una percezione errata dei rischi.
Quando viene inalato attraverso palloncini con finalità ricreative, però, il gas può provocare euforia, alterazioni della percezione, modifiche dello stato di coscienza e fenomeni dissociativi. Un utilizzo frequente può inoltre comportare conseguenze più gravi, come problemi di equilibrio, perdita di conoscenza e possibili alterazioni delle funzioni cognitive.
«In paese è cambiata la percezione del fenomeno – ha spiegato il sindaco Locatelli –. Negli ultimi tempi Carvico attira parecchi ragazzi anche dai paesi vicini». Secondo il primo cittadino, oltre agli aspetti legati alla salute, l’utilizzo delle bombolette sta creando anche problemi di decoro urbano per l’abbandono dei contenitori negli spazi pubblici.
L’ordinanza nasce anche con un obiettivo di sensibilizzazione nei confronti delle famiglie. L’amministrazione sottolinea infatti che il provvedimento non vuole essere un giudizio nei confronti dei genitori, ma un modo per richiamare l’attenzione su un comportamento che coinvolge un numero crescente di minorenni.
La misura adottata dal Comune non riguarda soltanto la vendita, ma interviene direttamente sull’utilizzo sul territorio. È vietato possedere o usare protossido d’azoto per scopi diversi da quelli giustificati, come esigenze mediche o alimentari. Il divieto riguarda contenitori di qualsiasi dimensione e si applica in particolare nei luoghi frequentati dai giovani, come parchi, piazze, aree vicine alle scuole, oratori e altri punti di aggregazione.
La scelta di intervenire sull’uso della sostanza deriva anche dai limiti della normativa nazionale. Attualmente, infatti, non è possibile impedire completamente la commercializzazione del prodotto, spesso acquistabile attraverso canali online e social network. Per questo motivo il Comune ha deciso di agire sugli aspetti di propria competenza, concentrandosi sulla tutela degli spazi pubblici e sulla prevenzione.
Chi non rispetterà l’ordinanza potrà ricevere una sanzione amministrativa compresa tra 25 e 500 euro. È prevista la possibilità di pagare in misura ridotta una somma di 50 euro. Nel caso in cui una persona commetta due o più violazioni nell’arco di un anno, la sanzione potrà raddoppiare, con pagamento ridotto fissato a 100 euro.
Per i minorenni trovati in possesso di una bomboletta scatterà anche il sequestro amministrativo del contenitore, che verrà successivamente distrutto secondo le procedure di sicurezza previste. La violazione sarà contestata ai genitori o a chi esercita la potestà genitoriale, considerati responsabili del comportamento del minore.
L’obiettivo dell’amministrazione di Carvico è contrastare un fenomeno emergente e aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’uso ricreativo del protossido d’azoto, tutelando soprattutto i più giovani.
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