Nuovo ponte San Michele, oltre 40 progetti in gara per l’opera sull’Adda

Rfi selezionerà tre proposte per la seconda fase del concorso internazionale: il progetto vincitore è atteso nel 2027, mentre restano da definire i tempi del cantiere

Ponte San Michele Calusco Paderno

Sono oltre quaranta le proposte arrivate per il nuovo ponte San Michele tra Calusco d’Adda e la sponda lecchese dell’Adda. Il concorso internazionale promosso da Rfi per individuare il progetto di fattibilità tecnico-economica della nuova infrastruttura ha registrato un’ampia partecipazione, con idee progettuali che saranno ora valutate da una commissione tecnica.

La fase di presentazione delle candidature si è conclusa il 31 agosto alle ore 12. Le proposte, consegnate in forma anonima e sigillata, non sono ancora state rese pubbliche nei loro contenuti. Sarà la commissione nominata da Rete ferroviaria italiana a esaminare gli elaborati e a individuare le tre soluzioni più interessanti che accederanno alla seconda fase del concorso.

La selezione delle tre proposte finaliste dovrà concludersi entro il primo ottobre. Successivamente i progettisti saranno chiamati a sviluppare maggiormente le proprie idee, arrivando a una definizione tecnica più dettagliata dell’intervento.

Il vincitore del concorso dovrebbe essere annunciato all’inizio del 2027. Al primo classificato sarà affidato l’incarico di progettazione, con un valore economico superiore agli 11 milioni di euro. Per il secondo e il terzo classificato il regolamento prevede invece un premio di 650 mila euro ciascuno.

Il nuovo attraversamento dell’Adda rappresenta un’opera strategica per il collegamento ferroviario e stradale tra le due province. Secondo le stime attuali di Rfi, il costo complessivo dell’intervento si aggira intorno ai 262 milioni di euro.

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo ponte destinato al traffico ferroviario a doppio binario e alla circolazione stradale. L’intervento comprende anche il potenziamento della linea ferroviaria nel tratto tra le stazioni di Paderno e Calusco, con la realizzazione di un punto di incrocio vicino alla stazione di Calusco.

Sono inoltre previsti interventi sulla viabilità locale, tra cui la chiusura di quattro passaggi a livello e la creazione di collegamenti alternativi per garantire la continuità degli spostamenti.

Tra gli obiettivi indicati nel bando di gara c’è anche la necessità di ridurre al minimo l’impatto sul territorio. I progettisti dovranno tenere conto delle osservazioni emerse durante il dibattito pubblico e limitare il più possibile il ricorso agli espropri.

Il nuovo ponte dovrà sorgere nelle vicinanze dell’attuale San Michele, realizzato tra il 1887 e il 1889, rispettando un contesto paesaggistico considerato di particolare valore. Il regolamento del concorso richiama infatti la necessità di tutelare l’ambiente circostante e il territorio attraversato dall’infrastruttura.

La costruzione del nuovo collegamento nasce dalle problematiche emerse negli ultimi anni sull’attuale ponte. Nel settembre 2018 Rfi aveva rilevato anomalie durante i controlli sulla struttura, disponendo la chiusura immediata sia al traffico ferroviario sia a quello stradale.

Dopo un intervento di manutenzione straordinaria durato oltre due anni e costato 21,6 milioni di euro, il ponte è stato riaperto nel settembre 2020. Tuttavia, la riapertura è avvenuta con importanti limitazioni: i treni possono transitare a una velocità massima di 15 chilometri orari, mentre il traffico stradale è regolato con senso unico alternato per i veicoli fino a 3,5 tonnellate.

Rfi ha fissato al 2030 la chiusura definitiva del vecchio viadotto, rendendo indispensabile la realizzazione di una nuova infrastruttura. I tempi effettivi per l’avvio dei lavori, però, non sono ancora stati stabiliti.

Durante il dibattito pubblico sono emerse diverse posizioni da parte degli enti locali coinvolti. Sul versante bergamasco, il Comune di Calusco d’Adda e la Provincia di Bergamo hanno chiesto di contenere l’impatto ambientale e urbanistico del nuovo ponte.

Tra le ipotesi sostenute figura uno spostamento dell’opera leggermente più a nord rispetto all’attuale attraversamento, soluzione ritenuta potenzialmente in grado di ridurre consumo di suolo, numero degli espropri e costi complessivi.

È stata inoltre valutata una possibile alternativa con un collegamento stradale a sud dell’attuale ponte, in connessione con la variante sud di Calusco. Una proposta differente rispetto a quella avanzata dai comuni della sponda lecchese, che hanno espresso preoccupazioni sull’aumento del traffico e ipotizzato uno spostamento più a sud verso l’area compresa tra Cornate, Suisio e Bottanuco.

La scelta finale dipenderà quindi dalla valutazione delle proposte progettuali e dalla capacità di conciliare esigenze infrastrutturali, sicurezza, tutela del paesaggio e riduzione dell’impatto sul territorio.

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