Un filmato potrebbe diventare uno degli elementi decisivi per ricostruire l’incidente costato la vita a Tommaso Nava, il bambino di 10 anni coinvolto nello schianto tra una Ducati e un camion in via Zanica a Bergamo. La Polizia locale è infatti riuscita ad acquisire le immagini registrate da una telecamera privata che avrebbe ripreso la scena.
La Procura ha intanto disposto una perizia cinematica, affidata all’ingegner Paolo Panzeri, per stabilire con precisione velocità, traiettorie e posizione dei veicoli durante le fasi immediatamente precedenti all’impatto.
Nel registro degli indagati è stato iscritto il conducente del mezzo pesante, un uomo di 70 anni residente a Varedo, in provincia di Monza e Brianza. Le ipotesi contestate sono omicidio stradale e lesioni gravissime. L’iscrizione consente all’uomo di partecipare agli accertamenti tecnici attraverso un proprio consulente.
Nel frattempo, rimangono estremamente serie le condizioni di Diego Nava, 52 anni, padre di Tommaso e conducente della motocicletta.
Una perizia per ricostruire la dinamica
L’assenza di testimoni diretti rende particolarmente importante l’analisi degli elementi raccolti sulla strada e delle registrazioni video.
La consulenza tecnica dovrà ricostruire diversi aspetti dello schianto. Saranno calcolate le velocità della Ducati e del camion, le rispettive traiettorie e le posizioni occupate al momento dell’impatto.
L’esame riguarderà inoltre i danni riportati dai due mezzi, le tracce individuate sull’asfalto e il percorso compiuto dalla motocicletta durante la frenata e la successiva scivolata.
A tutto questo saranno aggiunte le immagini delle telecamere pubbliche e private raccolte dalla Polizia locale.
Al momento, tra le dichiarazioni messe a verbale figura quella del conducente del camion. Proprio la necessità di ottenere una ricostruzione basata su dati tecnici ha portato la Procura a disporre la perizia.
I segni della frenata al centro degli accertamenti
Secondo una prima ricostruzione, ancora da verificare attraverso gli approfondimenti tecnici, il camion aveva appena terminato le operazioni di carico presso la stamperia Elcograf e si stava immettendo dal piazzale dell’azienda sulla strada in direzione Bergamo.
Dalla direzione opposta arrivava la Ducati condotta da Diego Nava, che stava viaggiando verso Azzano San Paolo insieme al figlio.
Sull’asfalto sono state individuate tracce attribuite alla frenata e allo scivolamento della motocicletta. In base ai primi rilievi, il motociclista avrebbe cercato di evitare il mezzo pesante, perdendo successivamente aderenza.
Padre e figlio sarebbero quindi finiti contro la parte anteriore sinistra dell’autoarticolato, nella zona inferiore vicina alla ruota.
Sarà la perizia a verificare questa sequenza e a stabilire a quale distanza dal camion sia iniziata la caduta, oltre alla velocità alla quale procedeva la Ducati.
Il camionista: «Ho visto arrivare la moto»
Il conducente del tir avrebbe riferito agli investigatori di essersi accorto della motocicletta in avvicinamento senza riuscire a evitare l’impatto.
L’uomo è al momento l’unico indagato nell’inchiesta. La sua iscrizione nel registro degli indagati costituisce anche una garanzia procedurale in vista degli accertamenti irripetibili e gli permetterà di nominare un consulente tecnico di parte.
La Procura ha inoltre disposto il sequestro della Ducati e dell’autoarticolato. Entrambi saranno esaminati durante la consulenza.
Sono stati sequestrati anche i caschi indossati da Tommaso e dal padre.
Il camionista e Diego Nava sono stati sottoposti agli accertamenti previsti per verificare l’eventuale presenza di alcol o sostanze stupefacenti. Gli esami effettuati sul conducente del mezzo pesante hanno dato esito negativo.
Il padre di Tommaso resta in condizioni gravissime
Lo schianto ha avuto conseguenze drammatiche. Tommaso era stato trasportato all’ospedale Papa Giovanni XXIII, dove è morto nella notte tra lunedì e martedì.
Il padre è invece ancora ricoverato in Terapia intensiva. Mercoledì pomeriggio è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e le sue condizioni rimangono molto gravi.
Secondo le informazioni disponibili, il 52enne rischierebbe anche l’amputazione di una gamba.
Al momento dell’arrivo dei soccorsi era cosciente e lo sarebbe rimasto anche durante il trasferimento al pronto soccorso.
Sul luogo dell’incidente erano intervenute due ambulanze della Croce Rossa di Seriate, due automediche e i Vigili del fuoco di Bergamo. Questi ultimi avevano provveduto a liberare padre e figlio dalla zona sottostante il mezzo pesante.
Si attende il nulla osta per i funerali di Tommaso
Parallelamente alle indagini, la famiglia attende di poter organizzare l’ultimo saluto al bambino.
La Procura non ha disposto l’autopsia sul corpo di Tommaso, non essendoci dubbi sulle cause del decesso. Una volta arrivato il nulla osta, la salma potrà quindi essere restituita ai familiari.
È previsto il trasferimento alla casa del commiato Maggioni di Azzano San Paolo, mentre la data dei funerali deve ancora essere stabilita.
Intanto prosegue il lavoro della Polizia locale. La zona dell’incidente, nonostante sia normalmente molto trafficata, al momento dello schianto non avrebbe offerto testimoni diretti utili alla ricostruzione.
Per questo le registrazioni acquisite assumono particolare importanza. Una telecamera privata avrebbe ripreso l’incidente e le immagini saranno analizzate insieme ai rilievi sull’asfalto e ai danni riportati dai veicoli.
Saranno gli accertamenti tecnici disposti dalla Procura a dover chiarire definitivamente la sequenza dello schianto e le eventuali responsabilità.
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