I tuk tuk turistici di Bergamo finiscono al centro di verifiche e contestazioni sulla natura dei servizi offerti ai visitatori. La questione riguarda in particolare la distinzione tra i tour della città, attività consentita, e il semplice trasporto di passeggeri da un luogo all’altro, servizio che rischierebbe invece di sovrapporsi a quello svolto da taxi e noleggio con conducente.
A far emergere il caso è stato un accertamento condotto dai carabinieri della stazione di Bergamo Alta, successivamente trasmesso agli uffici di Palazzo Frizzoni.
Secondo quanto ricostruito, un conducente della Tuktuk Bergamo Srl sarebbe stato individuato mentre prendeva a bordo alcuni turisti russi nei pressi della funicolare di viale Vittorio Emanuele. In quella circostanza, sempre secondo gli accertamenti, non si sarebbe trattato della partenza di una visita turistica, bensì di un trasferimento dei passeggeri.
L’episodio ha portato alla segnalazione al Comune e alla successiva adozione di un provvedimento che vieta alla società di esercitare attività di noleggio con conducente.
Il caso dei tuk tuk davanti alla funicolare
La posizione nella quale sarebbe avvenuto il controllo non è secondaria. La zona ai piedi della funicolare rappresenta infatti uno dei principali punti di passaggio dei visitatori diretti verso Città Alta.
Proprio qui si concentrerebbero anche alcuni dei malumori manifestati dai tassisti. Ai taxi non sarebbe infatti consentita la sosta davanti alla funicolare per ragioni di sicurezza, mentre i mezzi turistici avrebbero in alcuni casi raccolto direttamente dei passeggeri.
Il caso accertato dai carabinieri sarebbe al momento uno solo, ma le perplessità degli operatori del settore sarebbero emerse già da diversi mesi.
La questione riguarda soprattutto il confine tra accompagnamento turistico e trasporto vero e proprio: un tuk tuk può portare i visitatori alla scoperta della città attraverso un itinerario, ma non può trasformarsi in un servizio taxi in assenza delle necessarie autorizzazioni.
La società respinge le contestazioni
Una ricostruzione rispetto alla quale Mariangela De Grazia, amministratrice unica di Tuktuk Bergamo Srl, presenta una versione differente.
De Grazia sostiene di non aver ricevuto alcuna diffida e ribadisce che l’attività svolta dalla società sarebbe esclusivamente legata ai tour turistici.
A guidare i mezzi sono quelli che l’azienda definisce “tuktuker”: in gran parte studenti universitari assunti con contratti a chiamata, ai quali si aggiungono anche alcuni giovani del conservatorio.
I conducenti vengono formati per fornire ai visitatori indicazioni e informazioni sui luoghi più importanti di Bergamo e conoscono almeno una lingua straniera. La stessa amministratrice sottolinea inoltre come ai ragazzi venga indicato espressamente di non utilizzare il termine “trasferimento” nella presentazione dei servizi.
Può comunque accadere che un turista chieda di raggiungere un punto specifico della città. De Grazia evidenzia però che la società opera come agenzia di viaggi e rivendica la natura turistica del servizio proposto.
Quattro mezzi coinvolti nell’evento Unesco
A rendere ancora più particolare la vicenda è il contemporaneo coinvolgimento degli stessi tuk tuk in un’iniziativa istituzionale.
Quattro mezzi della flotta sono stati infatti utilizzati nell’ambito del summit del “Pueblos del maíz network”, rete internazionale collegata alle Città creative Unesco di cui Bergamo fa parte.
Una determina comunale del 28 agosto, firmata dal dirigente del settore Cultura, Unesco e Turismo Manuel Marzia, prevede una spesa di 12 mila euro destinata al supporto delle attività relative all’accoglienza, all’ospitalità e alla permanenza degli ospiti e dei partecipanti all’incontro.
In questi giorni i tuk tuk vengono quindi impiegati anche per accompagnare in Città Alta ospiti internazionali, tra i quali chef provenienti da diversi Paesi.
Da Palazzo Frizzoni viene comunque confermata l’esistenza dell’ordinanza relativa all’attività di noleggio con conducente. Resta da verificare quali saranno gli eventuali sviluppi sotto il profilo delle sanzioni o di ulteriori provvedimenti.
Il Comune studia il futuro del servizio
Il tema potrebbe presto essere affrontato in maniera più ampia dall’amministrazione comunale.
L’assessore alle Politiche della mobilità Marco Berlanda ha fatto sapere che sono in corso valutazioni sul funzionamento dei tuk tuk a Bergamo e che nelle prossime settimane potrebbero arrivare novità.
Il Comune riconosce infatti l’interesse turistico di questo tipo di servizio in una città caratterizzata da una crescente presenza di visitatori. Il nodo resta individuare regole e modalità operative capaci di distinguere chiaramente l’offerta turistica dal trasporto professionale di persone.
La vicenda riguarda esclusivamente Tuktuk Bergamo Srl e non coinvolge l’altra società attiva nel settore, Bergamo By Tuk Tuk.
I mezzi utilizzati dalla prima società hanno inoltre una storia legata al Consorzio Turistico di Bergamo. I calessini erano stati acquistati nel 2021 grazie anche ai fondi del bando Michelangelo, iniziativa promossa per sostenere le microimprese nella fase successiva alla pandemia. Il Consorzio, nato nel 1998, è poi arrivato alla liquidazione giudiziale volontaria nel marzo scorso.
Le proteste dei tassisti
Sul fronte degli operatori tradizionali del trasporto, la tensione non sarebbe recente.
I malumori dei tassisti risalirebbero almeno all’autunno del 2025, quando sui social era comparso un video del creator milanese Lazza Ramo durante uno spostamento verso la stazione a bordo di un tuk tuk.
Successivamente sarebbero stati segnalati altri episodi, con mezzi fotografati anche nella zona di piazzale Marconi e persino nei pressi dell’aeroporto di Orio al Serio. Nel tempo sarebbero inoltre intervenuti con alcune sanzioni gli agenti della Polizia locale.
Il punto centrale resta dunque stabilire con precisione quando un itinerario sui tuk tuk possa essere considerato un tour turistico e quando, invece, assuma le caratteristiche di un servizio di trasporto assimilabile a quello di taxi o Ncc.
Una distinzione sulla quale sono ora concentrate le verifiche e le valutazioni del Comune, chiamato a trovare un equilibrio tra lo sviluppo di nuovi servizi per i turisti e il rispetto delle regole che disciplinano il trasporto professionale in città.
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