Seriate, arsenale nei boschi dopo la sparatoria: quattro fermati

L'inchiesta sull'agguato del 21 giugno alle piscine Aquamore porta al sequestro di fucili d'assalto, munizioni, droga e circa 80 mila euro. Gli investigatori ricostruiscono una presunta guerra tra gruppi rivali legata allo spaccio

carabinieri soldi armi

Quattro persone fermate e un arsenale scoperto tra abitazioni e zone boschive di Lombardia e Piemonte. È il risultato dell’inchiesta dei carabinieri sulla sparatoria avvenuta il 21 giugno alle piscine Aquamore di Seriate, episodio sul quale gli investigatori hanno lavorato per ricostruire ruoli, spostamenti e possibili motivazioni.

Le indagini avrebbero fatto emergere un contesto molto più ampio rispetto al singolo agguato. Secondo la ricostruzione investigativa, dietro l’azione armata potrebbe esserci uno scontro tra gruppi rivali per il controllo delle aree dedicate allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Nel corso dell’operazione sono stati recuperati complessivamente cinque fucili d’assalto, un fucile a pompa, numerose munizioni e sostanze stupefacenti. Durante le precedenti perquisizioni erano inoltre stati sequestrati circa 80 mila euro in contanti, somma ritenuta dagli investigatori collegata all’attività di spaccio.

Armi e altri reperti sono stati affidati al Ris di Parma per gli accertamenti scientifici.

L’agguato del 21 giugno alle piscine Aquamore

Il punto di partenza dell’inchiesta è la sparatoria avvenuta a Seriate il 21 giugno, quando le piscine Aquamore erano frequentate da numerose persone.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un commando sarebbe arrivato nella zona a bordo di una Peugeot 2008. L’obiettivo dell’azione sarebbe stato un cittadino marocchino di 27 anni, indicato come appartenente a un gruppo rivale.

Durante l’agguato sarebbero state utilizzate armi automatiche.

Uno degli aggressori, un 27enne domiciliato a Vigevano, avrebbe aperto il fuoco con un Kalashnikov. Un altro uomo, un marocchino di 29 anni conosciuto con il soprannome di “Botros”, avrebbe invece utilizzato una pistola mitragliatrice Skorpion, arrivando a inseguire il bersaglio verso gli spazi del bar e della reception.

Sarebbero stati esplosi almeno sette colpi di calibro 7,62 e 9 millimetri.

Nonostante l’attacco, il 27enne preso di mira sarebbe riuscito a mettersi in salvo scavalcando una recinzione e proseguendo la fuga attraverso un canale.

Gli aggressori si sarebbero quindi allontanati in automobile. Il mezzo sarebbe stato intercettato alcune ore dopo dai carabinieri nell’area milanese. In seguito a un incidente avvenuto a Bareggio, gli occupanti avrebbero abbandonato l’auto continuando la fuga a piedi.

Il precedente nei boschi di San Paolo d’Argon

Le indagini hanno successivamente collegato l’episodio di Seriate a quanto sarebbe accaduto pochi giorni prima.

Il 15 giugno, nei boschi di San Paolo d’Argon, nei pressi della zona industriale, circa dodici persone con il volto coperto sarebbero comparse dalla vegetazione impugnando fucili d’assalto.

Il gruppo si sarebbe poi allontanato utilizzando tre automobili.

Secondo l’ipotesi investigativa, anche quell’azione avrebbe avuto come obiettivo lo stesso 27enne successivamente preso di mira alle piscine di Seriate. In quella circostanza, tuttavia, la spedizione non avrebbe consentito al gruppo di trovarlo.

Il quadro delineato dagli investigatori sarebbe dunque quello di un conflitto prolungato, con episodi precedenti alla sparatoria del 21 giugno.

Il destinatario dell’agguato arrestato a Marcianise

Nel corso degli approfondimenti è emerso inoltre che l’uomo preso di mira a Seriate era a sua volta ricercato.

Il 27enne risultava coinvolto in un procedimento della Procura di Lodi per reati legati agli stupefacenti e tentato omicidio. Dopo essere evaso dagli arresti domiciliari, era destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere.

La sua latitanza si è conclusa l’8 luglio.

I carabinieri di Bergamo lo hanno localizzato mentre viaggiava a bordo di un’automobile diretta da Brescia verso il Sud Italia. L’arresto è avvenuto nei pressi del centro commerciale Campania di Marcianise, in provincia di Caserta.

Sentito dagli investigatori, l’uomo avrebbe fornito indicazioni sull’identità di uno degli aggressori e riferito dell’esistenza di precedenti tentativi di ucciderlo.

Il blitz per catturare i presunti responsabili

Le successive attività investigative hanno portato fino a Vigevano, dove erano stati individuati alcuni rifugi riconducibili ai sospettati.

In una prima occasione due uomini sarebbero riusciti a sottrarsi alla cattura, fuggendo con un’Audi A4 successivamente abbandonata nelle campagne di Castano Primo.

All’interno della vettura sarebbero stati lasciati anche i telefoni cellulari.

Le perquisizioni effettuate nelle abitazioni e in alcune aree boschive di Ozzero e Nerviano hanno consentito di recuperare un fucile a pompa risultato rubato, munizioni compatibili con Kalashnikov e circa 80 mila euro.

Una volta individuato un altro rifugio a Vigevano, è stato predisposto un intervento del Gruppo di intervento speciale dei carabinieri, con il supporto delle unità specializzate Api e Sos.

Il blitz è scattato nella notte del 29 agosto. Due sospettati avrebbero cercato di fuggire passando da una finestra al primo piano, ma sono stati bloccati dai militari.

Armi e droga nascoste sottoterra

Un altro passaggio decisivo dell’inchiesta ha riguardato l’individuazione dei depositi utilizzati per custodire le armi.

Gli investigatori hanno seguito un giovane ritenuto incaricato della loro custodia fino a una zona boschiva tra Vittuone e Cisliano.

Nascosto sottoterra e protetto da materiale plastico è stato individuato un primo deposito. All’interno sono stati recuperati un Kalashnikov AK-47, un Sig 550 e 162 munizioni.

Nello stesso nascondiglio erano presenti anche oltre 680 grammi di sostanze stupefacenti, suddivise tra hashish, eroina e cocaina.

L’attività è proseguita successivamente nel Novarese.

Due giovani sono stati pedinati fino a Oleggio e fermati nelle vicinanze di un fast food, mentre un terzo uomo sarebbe riuscito a sottrarsi alla cattura.

Un secondo deposito scoperto nel Novarese

Le ricerche hanno condotto anche nel territorio di Oleggio Castello.

Qui l’intervento dello Squadrone eliportato Carabinieri Cacciatori Sicilia e di un’unità cinofila ha permesso di localizzare un secondo nascondiglio contenente altre armi da guerra.

Nel deposito sono stati trovati un Kalashnikov AKS-74, un Sad-58 e un AR-15 insieme a 108 proiettili.

Il materiale sequestrato rappresenta ora uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Gli investigatori dovranno stabilire la provenienza delle armi, chi le abbia utilizzate e se alcune di esse possano essere collegate direttamente alla sparatoria di Seriate o ad altri episodi.

Le analisi affidate al Ris di Parma

Armi, munizioni, droga e altri reperti recuperati durante l’indagine sono stati trasmessi al Ris di Parma.

Gli specialisti effettueranno accertamenti biologici, dattiloscopici e balistici, confrontando il materiale con quanto raccolto alle piscine Aquamore e sui veicoli utilizzati durante le fughe.

Le verifiche potranno quindi fornire nuovi elementi per ricostruire le responsabilità individuali e gli eventuali collegamenti tra le diverse azioni finite sotto la lente degli investigatori.

Le quattro persone fermate sono state condotte inizialmente nel carcere di Bergamo e successivamente trasferite in strutture differenti, scelta adottata per impedire contatti con persone considerate appartenenti al gruppo rivale.

L’inchiesta resta aperta e coinvolge anche altre Procure. Il quadro emerso dalle indagini descrive un caso che, partendo dalla sparatoria del 21 giugno a Seriate, ha portato gli investigatori sulle tracce di armi d’assalto nascoste nei boschi, depositi di droga e una consistente quantità di denaro contante.

 

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La nuova attività sul sagrato della Basilica corre già a pieno ritmo dopo l’apertura: venerdì...
Carabinieri
I carabinieri hanno identificato i ragazzi attraverso testimonianze, videosorveglianza e alcuni filmati che sarebbero stati...
La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Krystyna Mykhalchuk: confermati i 18 anni...
La nuova rotta internazionale collega per la prima volta lo scalo lombardo con la Libia,...
La consulenza tecnica esclude responsabilità penali legate al cantiere della tranvia T2: l’esondazione del Tremana...
L'uomo è stato individuato dalla polizia locale mentre dormiva nell'area verde dell'Oasi. Era privo di...

Altre notizie