Un nuovo episodio di violenza in carcere si è verificato a Bergamo, dove un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto. Il sindacato Fns-Cisl ha denunciato l’incidente, avvenuto il 2 settembre, durante le operazioni quotidiane di sorveglianza. Dopo aver concluso una telefonata con i familiari, il detenuto si è scagliato contro l’agente che gli aveva chiesto di riporre il telefono, colpendolo con un calcio e fratturandogli il piatto tibiale.
L’agente, trasportato d’urgenza al pronto soccorso, ha ricevuto una prognosi di 40 giorni a causa della gravità della frattura. L’episodio ha sollevato preoccupazioni tra il personale penitenziario, già sottoposto a difficili condizioni di lavoro e continue tensioni. Il sindacato Fns-Cisl ha sottolineato come queste aggressioni stiano diventando una “triste consuetudine”, mettendo a rischio la sicurezza degli agenti e danneggiando il morale del personale.
Secondo il sindacato, la violenza nelle carceri italiane rappresenta un fenomeno in crescita e spesso le aggressioni avvengono senza alcun motivo apparente, aumentando il senso di vulnerabilità tra gli operatori. La Fns-Cisl ha chiesto provvedimenti urgenti all’amministrazione penitenziaria per affrontare questa emergenza e garantire maggiore sicurezza ai dipendenti.
Nel suo comunicato, il sindacato ha espresso solidarietà all’agente ferito, augurandogli una pronta guarigione e ribadendo l’impegno a evidenziare ogni problematica che coinvolga il personale di Polizia Penitenziaria. La richiesta di interventi tempestivi è accompagnata dalla necessità di rivedere le condizioni lavorative degli agenti, che si trovano spesso ad affrontare situazioni di violenza incontrollata.
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