Una vasta operazione antidroga ha colpito al cuore un’organizzazione criminale attiva tra Bergamo e il Nord Europa, responsabile del traffico di oltre 200 chilogrammi di cocaina. All’alba del 10 aprile, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo, con il supporto di oltre 60 militari dislocati tra le province di Bergamo, Brescia, Mantova e Rimini, hanno dato esecuzione a 11 misure cautelari personali, tra cui 7 custodie in carcere, 2 arresti domiciliari e 2 obblighi di dimora.
L’indagine, avviata nel luglio 2020 e conclusasi nel febbraio 2023, ha portato all’identificazione di 71 soggetti coinvolti a vario titolo, con un totale di oltre 80 kg di sostanze sequestrate, tra cui 61 kg di cocaina, 16 kg di hashish e 3 kg di marijuana, destinati principalmente alla provincia di Bergamo e ad altre zone della Lombardia, come Lodi, Pavia, Monza, Lecco e Brescia.
I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Bergamo su richiesta della Procura, e hanno colpito una rete composta da cinque cittadini marocchini, due albanesi (uno già detenuto a Genova), un tunisino, un algerino e tre italiani, tra cui una donna, tutti con precedenti specifici. L’accusa è di traffico di stupefacenti aggravato dall’ingente quantità, oltre che detenzione e spaccio.
Durante le perquisizioni domiciliari, sono stati arrestati in flagranza due indagati. In casa di uno di loro sono stati trovati oltre 900 grammi di cocaina in tre panetti, mentre l’altro è stato sorpreso con 14 dosi già pronte per lo spaccio, per un totale di 17 grammi. In totale, sono stati eseguiti 12 decreti di perquisizione nei confronti di ulteriori indagati, che non sono stati sottoposti a misure restrittive.
La rete criminale utilizzava veicoli modificati con doppi fondi e telefoni criptati, elementi che evidenziano l’elevato grado di organizzazione del sodalizio. Il traffico documentato ha superato i 200 kg di cocaina, con provenienza dal Nord Europa e distribuzione sul territorio lombardo, in particolare nelle piazze di spaccio più redditizie.
Le tecniche investigative impiegate dai carabinieri, coordinate dalla Procura, hanno incluso intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre a lunghi periodi di pedinamento e osservazione, che hanno permesso di ricostruire i flussi di droga e individuare i ruoli all’interno dell’organizzazione.
Particolare rilevanza ha assunto il ritrovamento, nel marzo scorso, di 11 kg di cocaina in casa di un cittadino albanese residente nella Bergamasca, deceduto per overdose e già indagato in questa inchiesta. Un episodio che ha evidenziato la pericolosità del traffico e la sua ramificazione sul territorio.
L’indagine rappresenta uno dei colpi più significativi degli ultimi anni al traffico di stupefacenti nella Bergamasca, con effetti potenzialmente duraturi sulla rete di distribuzione locale e regionale.
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