Un tenore di vita lussuoso, beni immobiliari di valore e oltre dieci anni di latitanza sotto falso nome in Romania: è il profilo tracciato dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato di Bergamo nei confronti di un ex commercialista bergamasco, oggi detenuto e destinatario di un sequestro da 1,3 milioni di euro disposto dalla Corte d’Appello di Brescia – Sezione Misure di Prevenzione.
L’operazione è stata eseguita giovedì 30 settembre a seguito di un’attività investigativa avviata nel 2022 su proposta del Questore di Bergamo e del Procuratore della Repubblica di Brescia, che ha consentito di documentare una lunga serie di reati economici e fiscali compiuti nel corso degli anni.
L’ex professionista era stato radiato dall’Albo dei commercialisti nel 2005, ma ha continuato a operare nell’ombra come amministratore di fatto di società fittizie, impiegate per realizzare frodi, truffe aggravate per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dichiarazioni fraudolente e false comunicazioni sociali.
Tra il 2011 e il 2016, più sentenze di condanna avevano già accertato la sua responsabilità in operazioni fraudolente che gli hanno permesso di accumulare illecitamente oltre 15 milioni di euro, utilizzando numerosi prestanomi per celare la titolarità effettiva dei beni.
Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza e dalla Divisione Anticrimine della Questura hanno permesso di ricostruire movimentazioni finanziarie transnazionali e dimostrare una sproporzione evidente tra il patrimonio posseduto e i redditi ufficiali.
Nel 2022 l’uomo è stato arrestato in Romania, dove viveva sotto falso nome grazie a documenti contraffatti, ed è stato estradato in Italia per scontare una pena definitiva di 19 anni, 8 mesi e 11 giorni di reclusione.
Durante la lunga latitanza, durata oltre un decennio, l’ex commercialista ha potuto contare sul sostegno finanziario di una società bergamasca, di cui era amministratore occulto. Parte dei fondi veniva trasferita su conti esteri in Romania, garantendogli un tenore di vita del tutto incongruente con la sua posizione ufficiale.
Il sequestro di beni per 1,3 milioni di euro, tra immobili e disponibilità finanziarie, rappresenta il risultato di una strategia investigativa fondata sulla ricostruzione del profilo patrimoniale e sulla dimostrazione della pericolosità sociale del soggetto, come previsto dalle misure di prevenzione patrimoniali.
L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di contrasto alle frodi economiche e al reimpiego illecito di capitali, fenomeni che, come sottolineano le autorità inquirenti, continuano a minacciare l’integrità del sistema economico nazionale.
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