Un intervento nel cuore della notte ha permesso ai carabinieri di interrompere un tentativo di furto di rame nel cimitero di Casnigo. Tre uomini sono stati sorpresi mentre stavano lavorando sulla copertura della struttura, dove avevano già iniziato a rimuovere le lastre metalliche presenti sul tetto.
L’episodio si è verificato nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto. Decisiva è stata la segnalazione di un cittadino, che si è accorto della presenza di tre persone sul tetto del cimitero e, insospettito dai loro movimenti, ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati i carabinieri di Gandino, che hanno organizzato l’intervento circondando l’area del camposanto per impedire eventuali vie di fuga. L’operazione si è conclusa con il fermo dei tre uomini prima che riuscissero ad allontanarsi con il materiale.
Circa 50 metri di rame già staccati
Secondo quanto ricostruito, i tre avrebbero utilizzato delle cesoie per intervenire sugli ancoraggi delle lastre di rame. Una volta tagliati i punti che mantenevano fissato il materiale alla struttura, avrebbero iniziato a sollevare e staccare le parti metalliche dai bordi della copertura.
L’operazione era dunque già in corso quando sono arrivati i militari. Complessivamente, il materiale interessato dal tentativo di furto avrebbe raggiunto una lunghezza di circa 50 metri.
L’arrivo tempestivo della pattuglia ha impedito che il colpo venisse completato. Il rame, infatti, non è stato portato via dal cimitero.
L’episodio assume particolare rilievo anche per il luogo preso di mira: non un edificio industriale o un’area abbandonata, ma la copertura del cimitero comunale di Casnigo, con il conseguente rischio di danni alla struttura oltre alla sottrazione del materiale.
Tre uomini arrestati dai carabinieri
Al termine dell’intervento sono stati arrestati un uomo di 31 anni e due di 25 anni, tutti di nazionalità rumena. Nei loro confronti l’accusa formulata è quella di tentato furto aggravato.
Dagli accertamenti è inoltre emerso che i tre risultavano già gravati da precedenti relativi a furti di rame. Un elemento acquisito nel quadro delle verifiche effettuate dopo l’intervento dei militari.
L’operazione dei carabinieri è stata resa possibile dalla rapidità con cui è arrivata la segnalazione. Il residente avrebbe infatti notato i tre individui mentre si trovavano ancora sulla copertura e ha consentito alla pattuglia di raggiungere il cimitero mentre il tentativo di furto era ancora in corso.
La collaborazione del cittadino e il successivo intervento dei militari hanno quindi permesso di recuperare il materiale prima che potesse essere portato via.
Il tribunale convalida gli arresti
Dopo gli adempimenti previsti, la vicenda è arrivata davanti all’autorità giudiziaria. Il tribunale ha convalidato l’arresto dei tre uomini, disponendo nei loro confronti una specifica misura.
I tre non potranno infatti dimorare nel territorio di Bergamo e della sua provincia. Il procedimento giudiziario è stato aggiornato al prossimo 10 settembre.
La posizione degli indagati dovrà quindi essere definita nel prosieguo dell’iter giudiziario, mentre resta l’accusa di tentato furto aggravato contestata dopo l’intervento nel cimitero.
La segnalazione di un residente evita il furto
La dinamica dell’episodio evidenzia soprattutto l’importanza della tempestività. Il tentativo sarebbe avvenuto in piena notte, quando la presenza di persone all’interno e sopra il cimitero risultava particolarmente anomala.
Il residente, dopo aver osservato tre persone armeggiare sulla copertura, ha deciso di allertare immediatamente i carabinieri. Una segnalazione che ha consentito ai militari di intervenire prima che gli uomini riuscissero a completare la rimozione del rame e ad allontanarsi.
Una volta arrivati, i carabinieri di Gandino hanno presidiato il perimetro della struttura e sono riusciti a sorprendere i tre durante l’azione.
Il tentativo di sottrarre circa 50 metri di rame dal tetto del cimitero di Casnigo si è così concluso con tre arresti e senza che il materiale venisse portato via. Dopo la convalida da parte del tribunale, ai tre è stato imposto il divieto di dimora nell’intera provincia di Bergamo, in attesa della prosecuzione del procedimento giudiziario.
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