La lunga attesa per cure in Lombardia, una lotta per il diritto alla salute

Spi-Cgil di Bergamo al fronte contro le disparità sanitarie

In Lombardia, la battaglia per il diritto universale alla salute si intensifica di fronte a liste d’attesa insostenibilmente lunghe per esami diagnostici, con particolare enfasi sulla situazione critica vissuta dai pazienti oncologici. Lo Spi-Cgil di Bergamo emerge come protagonista di questa lotta, invitando la popolazione a far valere i propri diritti attraverso una comunicazione diretta con le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (Asst).

Una storia emblematica racconta di B.S., lavoratrice bergamasca affetta da patologia oncologica, confrontata con una scelta drastica: attendere fino alla fine del 2025 per esami vitali o anticiparli a breve termine pagando 422 euro in ambito privato. Questo episodio non solo sottolinea la disparità nell’accesso alle cure basato sulle possibilità economiche ma anche il malfunzionamento del sistema sanitario regionale, che dovrebbe garantire tempi di attesa accettabili per prestazioni diagnostico-terapeutiche programmate.

La normativa regionale prevede meccanismi per affrontare queste situazioni, ma la realtà dimostra che tali misure sono spesso insufficienti o inefficaci. Di fronte a questa crisi, lo Spi-Cgil di Bergamo ha messo a disposizione un modulo per esortare le Asst a rispettare le disposizioni regionali, cercando di garantire tempi di attesa conformi alle necessità mediche.

La Lombardia SiCura, una petizione lanciata con l’obiettivo di promuovere un cambiamento sistematico, mira a ridurre le liste d’attesa, stabilizzare il personale sanitario e rafforzare i servizi territoriali per gli anziani, nonché a migliorare la medicina preventiva. Questa iniziativa è supportata da un ampio consorzio di organizzazioni che comprende Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Cgil, Spi-Cgil e Fp-Cgil Lombardia, oltre a Federconsumatori, Arci e Acli Lombardia.

La situazione descritta mette in evidenza non solo le criticità del sistema sanitario lombardo, ma anche la resilienza e la mobilitazione civica di fronte alle ingiustizie sanitarie. La sfida è quella di garantire che il diritto alla salute rimanga universalmente accessibile, indipendentemente dalle condizioni economiche individuali.

Redazione

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