Il rinascimento economico di Bergamo: tra ripresa e crescita

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L’impatto del Covid e la ripartenza economica

Bergamo, una delle province più colpite dalla pandemia di Covid-19, sta conoscendo una ripartenza economica significativa. Secondo i dati del 2022 forniti dal Centro studi Tagliacarne e Unioncamere, il valore aggiunto pro capite in Bergamo si è avvicinato ai 34 mila euro, superando i livelli pre-Covid del 2019. Questo segnale di resilienza riflette la capacità della provincia di assorbire e superare l’onda lunga dell’impatto economico del Covid, con un incremento del 6,4% nel valore aggiunto pro capite rispetto al 2021.

Edilizia: motore della crescita

Il settore delle costruzioni si è dimostrato un pilastro fondamentale nella ripresa economica bergamasca. Con un aumento del 12,1% tra il 2021 e il 2022, e del 48,5% rispetto al 2019, l’edilizia ha beneficiato di un mix tra incentivi come il Superbonus e vari appalti, inclusi quelli legati al Pnrr. Sebbene la ripresa dei servizi di base sia stata più lenta, l’andamento positivo del settore delle costruzioni ha avuto un impatto considerevole sull’economia complessiva della Bergamasca.

L’economia di Bergamo in numeri

Bergamo, con il suo valore aggiunto pro capite di 33.779 euro, si posiziona al 19° posto nella classifica nazionale, mostrando una crescita economica robusta. Moltiplicando questo valore per il numero di residenti, si evidenzia che l’economia della provincia vale quasi 37,3 miliardi di euro, un aumento significativo rispetto ai 34,4 miliardi del 2021. Il Pil pro capite del 2019, quindi a livelli pre Covid, era pari a 30.591 euro.

Panorama economico nazionale e resilienza regionale

A livello nazionale, la situazione economica sottolinea l’importanza di avere più motori di crescita, come indicato da Andrea Prete, presidente di Unioncamere. L’edilizia, l’industria, e il turismo emergono come settori chiave. La Lombardia continua a mostrare la sua forza economica, con Milano in testa seguita da Brescia e Bergamo. Quest’ultima, nonostante le sfide, dimostra una resilienza e una capacità di ripresa notevoli.

Il divario economico Nord-Sud

I dati di Tagliacarne e Unioncamere evidenziano anche un’Italia economicamente divisa, con il Centro-Nord che continua a guidare la crescita economica. Milano, Bolzano e Bologna dominano la classifica, mentre le regioni del Centro-Sud si collocano più in basso, con Ancona al 31° posto. Questo divario sottolinea la necessità di strategie mirate per promuovere la crescita equilibrata in tutte le regioni italiane.

In conclusione, la provincia di Bergamo, con la sua ripresa post-Covid e la crescita nel settore delle costruzioni, si conferma come un attore importante nell’economia italiana, superando le sfide e orientandosi verso un futuro economico promettente.

Redazione

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