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Il declino delle attività ambulanti: una crisi in crescita

19 chiusure al giorno in Italia, 50 ambulanti in meno all'anno nella Bergamasca: i commercianti ambulanti stretti tra la Bolkenstein e la Legge Concorrenza

Il panorama dei mercati sta subendo un drammatico cambiamento, con una diminuzione significativa delle attività ambulanti. Secondo i dati forniti da Anva (Associazione Nazionale Venditori Ambulanti) e Confesercenti Bergamo, il numero di imprese del commercio su aree pubbliche è sceso da oltre 176.000 nel 2020 a poco più di 162.000 nel 2022, con una perdita di 14.000 attività in soli due anni, pari a una media di 19 chiusure al giorno su tutto il territorio nazionale.

Ambulanti: nuove aperture a rilento

Inoltre, mentre le chiusure continuano a crescere, si è osservato un calo anche delle nuove aperture. Nel 2022 sono state registrate solo 4.000 nuove imprese, rispetto alle 15.000 del 2015. Questo trend preoccupante ha spinto Maurizio Innocenti, presidente nazionale Anva, a lanciare un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, evidenziando che se il declino dovesse continuare, nel 2025 non ci sarebbero più nuove imprese ambulanti.

Bergamo e dintorni: 50 ambulanti all’anno in meno

La situazione è particolarmente grave anche a livello locale, come dimostrato dai dati relativi alla provincia di Bergamo, dove sono scomparse circa 200 attività ambulanti in soli quattro anni, come afferma Cesare Rossi, vice direttore di Confesercenti Bergamo. Dalle 2.024 del 2020 alle circa 1.800 di oggi.

La Direttiva Bolkenstein come freno

Una delle cause principali di questo declino è attribuita al decennio di incertezza generato dalla Direttiva Bolkestein del 2010. Questa normativa comunitaria ha reso precario il settore, impedendo il rinnovo automatico delle autorizzazioni e delle concessioni per le attività ambulanti e introducendo procedure selettive per il rilascio di nuovi titoli.

Antonio Caffi, presidente Anva Bergamo, sottolinea che il mancato rinnovo delle concessioni ha reso difficile per le imprese pianificare e investire nel proprio lavoro, aggravando ulteriormente la crisi. La mancanza di certezze sul futuro rinnovo ha anche contribuito alla perdita di attrattività del settore, specialmente in un momento di crisi del ricambio generazionale.

La Legge Concorrenza in Italia

In questo contesto, la Legge Concorrenza 2022 ha attirato l’attenzione del presidente Mattarella, che ha segnalato al Governo e al Parlamento la necessità di valutare l’adeguatezza delle norme incluse nel documento, soprattutto in relazione alla concorrenza e alle regole europee, perché al contrario della Bolkenstein favoriscono troppo i concessionari uscenti.

Le associazioni di categoria stanno cercando soluzioni per affrontare questa crisi, proponendo il mantenimento delle concessioni già rinnovate e l’apertura di nuovi bandi entro il 2025 per stimolare l’attività economica nel settore ambulante. Tuttavia, è evidente che servono interventi più incisivi per garantire un futuro sostenibile per i mercati ambulanti italiani.

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