La Polizia Locale non potrà più dotare i suoi agenti del bastone distanziatore, uno strumento pensato per parare eventuali colpi inferti dalla persona fermata. Il Ministero dell’Interno ha infatti espresso un netto rifiuto in merito, rispondendo a un chiarimento chiesto da Palafrizzoni attraverso la Prefettura.
La storia del bastone “Ghost”
La vicenda del bastone distanziatore risale al 2019, quando il Consiglio comunale di Bergamo, con una delibera proposta dalla maggioranza, rigettò l’uso del taser, preferendo invece il distanziatore. L’assessore Sergio Gandi ha spiegato che la decisione fu presa in linea con le direttive del Consiglio comunale. “Non avremmo mai adottato il taser nel rispetto del Consiglio, anche se è una decisione su cui si può tornare”, ha affermato. La legge regionale consente agli operatori della polizia locale di essere dotati di strumenti di autotutela come il bastone distanziatore e lo spray urticante.
Il primo passo fu sottoporre il bastone “Ghost”, già in uso dalla polizia locale di Brescia, al Banco di Prova di Gardone Val Trompia. Il parere del Banco fu ambiguo: sebbene ritenesse trascurabile la probabilità di letalità per persone sane, non escludeva il rischio di lesioni. Questo parere fu considerato incomprensibile da Gandi, che sottolineò come anche un oggetto apparentemente innocuo come una bottiglietta di plastica possa causare danni se usato impropriamente.
Il parere del Ministero
Circa un anno fa, il Comune chiese alla Prefettura di consultare il Ministero dell’Interno. La risposta, arrivata dieci mesi dopo, fu negativa: “Il Banco di Prova non ha escluso la valenza offensiva del prototipo, quindi il Ministero ha espresso parere contrario”, ha spiegato Gandi. L’assessore ha aggiunto che il bastone distanziatore non è una soluzione definitiva ai problemi di ordine pubblico, ma sarebbe stato un aiuto per gli agenti, in particolare per il Nucleo di Sicurezza Urbana (Nisu), spesso chiamato a gestire situazioni di resistenza violenta.
Le reazioni della Lega
La questione della strumentazione degli agenti è un tema ricorrente nel dibattito politico, soprattutto in campagna elettorale. La Lega ha criticato duramente la Giunta comunale, accusandola di inefficacia nella gestione della sicurezza. “La nostra città, ancora governata dalla Giunta Gori, sconta una politica che per 10 anni si è rivelata incapace di decisioni efficaci e risolutive”, hanno dichiarato i consiglieri comunali Alberto Ribolla, Luisa Pecce ed Enrico Facoetti.
In particolare, la Lega ha denunciato un peggioramento della situazione in via Novelli, citando un video che mostra comportamenti indecorosi. “Negli ultimissimi mesi la realtà di via Novelli è rapidamente e ulteriormente peggiorata, con assembramenti, spaccio, prostituzione e minacce ai residenti”, hanno osservato i consiglieri. Anche altre zone come stazione, Malpensata, Quarenghi-Bonomelli e Paglia sono state segnalate come critiche.
Il commento dell’Assessore Gandi
Nella giornata di sabato 1° giugno, al parco della Malpensata, l’assessore Sergio Gandi ha ribadito che la mancata dotazione del bastone distanziatore non è stata una scelta dell’amministrazione. “Pensavo di riuscire a dotare gli agenti del bastone distanziatore prima della fine del mandato, ma non ce l’ho fatta”, ha dichiarato Gandi, esprimendo sorpresa per la risposta negativa del Ministero.
Gandi ha difeso la sua scelta di seguire un canale istituzionale coinvolgendo Questura e Prefettura, a differenza di altre amministrazioni che hanno agito unilateralmente. “C’è una discrasia tra il Ministero e la Regione, ma anche tra le diverse amministrazioni comunali. Io non tornerei mai indietro”, ha concluso l’assessore.
La sicurezza resta quindi un tema caldo e controverso, con posizioni divergenti sulle soluzioni più efficaci per affrontare le sfide dell’ordine pubblico.
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