Nella Lombardia dove mediamente ogni abitante produce 131,8 euro di Pil al giorno (la media nazionale è di 99 euro), la provincia di Bergamo si colloca al12esimo posto nella classifica nazionale stilata dalla Cgia di Mestre sulla produttività del lavoro, misurata rapportando il valore aggiunto (Pil al netto delle imposte dirette) alle unità di lavoro standard (ULA).
Dato che a Bergamo si attesterà quest’anno, è la stima, a236,2 euro al giorno per ULA, lontano da Milano, che con 282,9 euro guida la graduatoria della produttività, ma anche inferiore ad alle altre province lombarde di Lodi (253,3 euro), Lecco (242,1) e appena sotto a Brescia (238,3 euro).
Nella provincia di Bergamo si stima che quest’anno la produzione di ricchezza sarà di 41,7 miliardi di euro, pari a 86.458 euro per unità lavorativa.
In tema di produttività del lavoro, come per la ricchezza prodotta, l’Italia risulta spaccata in due. La situazione più virtuosa si registra in Trentino Alto Adige con 253 euro al giorno per ULA. Questa regione del Nordest può contare su un Pil (o meglio valore aggiunto) di 52,4 miliardi di euro, su 556 mila unità di lavoro standard e su una produttività annua per ULA di 92.595 euro. Seguono la Lombardia con 251,4 euro giornaliere per ULA, la Valle d’Aosta con 230,8 euro per ULA e l’Emilia Romagna con 226,6 euro per ULA.
Le realtà dove la produttività è più bassa, invece, le scorgiamo nel Mezzogiorno che, tendenzialmente, conta, rispetto al Centronord,
un’economia meno contrassegnata dalla presenza di aziende manifatturiere e di attività creditizie/finanziarie/assicurative. Pertanto,
chiudono la graduatoria nazionale la Sardegna con 165,7 euro giornaliere per ULA, la Calabria con 159,5 euro per ULA e appunto la Puglia, che chiude la classifica con 158,2 euro per ULA.
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