Corpo senza vita recuperato nell’Adda a Fara: attese conferme sull’identità

SCOPERTO IL CADAVERE. Il corpo senza vita di un uomo è stato avvistato da un passante nella mattinata di domenica 7 luglio a Fara Gera d’Adda, nelle acque del fiume

Un passante ha notato un corpo senza vita nelle acque del fiume Adda intorno alle 8 di domenica 7 luglio. Immediatamente, sono stati allertati i vigili del fuoco, i soccorsi medici e un elicottero è decollato da Bergamo per intervenire. Dopo il recupero del corpo da parte dei vigili del fuoco, le prime informazioni suggeriscono che potrebbe trattarsi di Claudio Togni, il tecnico 59enne di Paladina caduto in acqua venerdì 28 giugno mentre lavorava a Concesa di Trezzo, sulla diga dell’azienda Italgen. Tuttavia, sono in corso accertamenti ufficiali per confermare l’identità del cadavere.

La corrente dell’Adda e le prime immersioni

La corrente del fiume potrebbe aver trasportato il corpo di Togni fino alla zona dove è stato recuperato. Proprio il giorno precedente, sabato 6 luglio, i vigili del fuoco avevano effettuato le prime immersioni nell’Adda alla ricerca di Togni, ma senza successo. Le condizioni meteorologiche avverse e la forte corrente del fiume avevano ostacolato le ricerche nei giorni precedenti.

Operazioni di contenimento e ispezioni

Nei giorni scorsi, i tecnici avevano lavorato per contenere la potenza della corrente, deviando l’acqua nei canali e facendola uscire dagli sbarramenti. Le ricerche di sabato erano state caratterizzate da ispezioni lungo le sponde nella zona di Concesa di Trezzo, luogo dell’incidente. Nonostante le immersioni dei sub dei Vigili del fuoco di Milano e del Nucleo sommozzatori volontari di Treviglio, nessuna traccia di Togni era stata trovata. Le operazioni si erano svolte da mezzogiorno fino alle 14:30, ma il peggioramento delle condizioni atmosferiche aveva costretto a sospendere le ricerche.

L’incidente di Claudio Togni

L’incidente che ha coinvolto Claudio Togni si è verificato nove giorni fa, alle 8:30, presso la diga di proprietà della Italgen. Togni, tecnico esperto e dipendente dell’azienda da 34 anni, era dotato di tutti i necessari dispositivi di protezione individuale, tra cui scarpe antinfortunistiche e imbragatura. Al momento dell’incidente, stava lavorando con due colleghi per inserire i palconcelli nella diga, operazione che aveva svolto molte volte senza problemi. Durante questa attività, Togni è caduto nel fiume e la corrente l’ha immediatamente trascinato a valle per circa 200 metri, in un tratto caratterizzato da rapide fra le rocce, fino alla passerella pedonale “Padre Samuele Testa”.

Redazione

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