A causa di un focolaio di febbre catarrale degli ovini, conosciuta anche come lingua blu, in Lombardia, le autorità regionali hanno imposto nuove restrizioni che riguardano le mostre zootecniche. Questa malattia, sebbene non rappresenti un rischio per l’uomo, è trasmessa agli animali attraverso insetti e può avere gravi conseguenze per le specie sensibili, come ovini e bovini.
La Regione Lombardia ha quindi deciso di emanare una direttiva che vieta l’organizzazione di mostre, fiere, esposizioni e mercati che coinvolgono animali appartenenti alle specie a rischio nelle aree colpite. Le province interessate da queste misure preventive includono Lecco, Como, Bergamo, Monza Brianza e Pavia, tutte considerate zone infette o a rischio di infezione.
L’Ats di Bergamo ha quindi comunicato che alla tradizionale Fiera zootecnica di Sant’Alessandro, prevista prossimamente, non saranno ammessi animali delle specie bovina e ovi-caprina. Questa decisione riguarda in particolare mucche, pecore e capre, che rappresentano una parte significativa degli espositori e degli interessi del pubblico in occasione della fiera.
La febbre catarrale degli ovini è una malattia virale che può causare sintomi gravi negli animali infetti, come febbre alta, infiammazioni e lesioni alla bocca, alla lingua e agli zoccoli, con conseguenti problemi di deambulazione. Tuttavia, è importante sottolineare che la malattia non è contagiosa per l’uomo e il rischio è limitato esclusivamente agli animali.
La sospensione delle mostre zootecniche è una misura precauzionale volta a limitare la diffusione della malattia e a proteggere la salute degli animali. Le autorità continueranno a monitorare la situazione e a fornire aggiornamenti sulle eventuali evoluzioni dei focolai e sulle future disposizioni relative agli eventi fieristici e zootecnici nella regione.
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