Il consigliere regionale bergamasco della Lega, Giovanni Malanchini, ha risposto alle critiche del Partito Democratico (Pd) in merito al progetto dell’impianto a biometano di Spirano, di cui è stato sindaco per due mandati. Le accuse del Pd si concentravano su presunti ritardi del Comune, guidato dall’amministrazione leghista del primo cittadino Yuri Grasselli, nel richiedere la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) all’azienda responsabile del progetto, e sulla presunta mancanza di pianificazione regionale da parte del Pirellone.
La replica di Malanchini alle accuse del Pd
Malanchini ha criticato duramente le dichiarazioni degli esponenti locali e regionali del Pd, definendole un “festival dell’incoerenza”. Ha sottolineato come il Pd chieda una pianificazione regionale per gli impianti di biometano, ma allo stesso tempo si opponga a una legge sull’autonomia che, secondo lui, sarebbe necessaria per modificare le leggi nazionali. Questa, per Malanchini, è una contraddizione che mina la credibilità del partito su temi di gestione territoriale e autonomia.
Le accuse alla Fondazione Mia
Il consigliere regionale ha poi spostato l’attenzione sulla Fondazione Mia, indicando quest’ultima come la principale responsabile della situazione. Malanchini ha collegato la Fondazione al Pd, poiché i suoi vertici sono nominati dal sindaco di Bergamo, una figura politica di rilievo nel partito. Ha ricordato che il Parco dei fontanili di Spirano, dove dovrebbe trovare allocazione l’impianto di biometano, appartiene alla Fondazione, che secondo lui dovrebbe essere la prima a proteggerlo.
Inoltre, Malanchini ha evidenziato come l’ex direttore generale della Fondazione Mia, Giuseppe Epinati, dopo aver portato a termine l’operazione sul biometano, sia stato nominato capo di gabinetto della sindaca Elena Carnevali, esponente del Pd. Secondo lui, se il tema del biometano fosse davvero importante per il Pd, il partito potrebbe risolvere la questione “in casa propria”, come dimostrerebbe la mozione presentata dai rappresentanti locali del Pd per far cambiare posizione alla Fondazione Mia.
Le responsabilità dei ritardi
Malanchini ha infine risposto all’accusa del Pd riguardo ai ritardi nella richiesta della VIA, sottolineando che eventuali responsabilità sono da attribuire a singoli individui, e non all’intero partito che sostiene la maggioranza. Ha già espresso dubbi sull’operato tecnico e amministrativo, invitando ciascuno a rispondere per le proprie azioni.
Malanchini ha concluso ricordando che la situazione è in parte legata alla regolamentazione energetica imposta dalla Commissione Europea, che ha lasciato poco spazio di manovra agli Stati membri in nome dell’ideologia green. Questa pressione normativa, secondo lui, ha contribuito a creare le condizioni per il progetto di biometano a Spirano.
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